Dopo aver nuotato tanto, l’onda della sostenibilità è arrivata: è ora di alzarsi

L’onda della sostenibilità è arrivata. Abbiamo contribuito con tutte le nostre energie a costruire quest’onda che, finalmente, è qui. È ora di mettersi in piedi.

L’onda della sostenibilità è arrivata. Proprio così, è arrivata. Posso pronunciare queste parole con felicità, dopo 19 anni dalla fondazione di LifeGate e altri 20 di esperienza della mia famiglia nel settore del biologico con Scaldasole.

In tutti questi anni, noi di LifeGate non abbiamo atteso. Abbiamo contribuito con tutte le nostre energie a costruire quest’onda che, finalmente, è qui.

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Il team di LifeGate fotografato in occasione del quinto Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile © Nicolò Piccione

Negli ultimi anni abbiamo visto la crescita costante dell’interesse delle persone, lo abbiamo mappato grazie ai dati dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, giunto alla quinta edizione. E ora abbiamo la dimostrazione che qualcosa di grande è accaduto, qualcosa che non succedeva da molto tempo. 1,6 milioni di ragazzi sono scesi in piazza il 15 marzo per il clima, in oltre 120 Paesi, in tutti i continenti.

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E con un po’ di orgoglio e di speranza voglio sottolineare che un milione di questi ragazze e ragazzi erano italiani, con Milano città capofila con la maggior affluenza: 100mila persone. Per cosa sono scesi in piazza? per chiedere di salvare il nostro Pianeta, l’unico che abbiamo. Anno dopo anno, quindi, le persone prendono più consapevolezza e più forza. La sostenibilità sta entrando nel cuore delle persone, scatenando emozioni e trasformando le loro scelte d’acquisto.

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“Quello che mi aspetto, che ci aspettiamo dal futuro è che questi temi continueranno ad alimentare l’onda del cambiamento”, Enea Roveda, amministratore delegato Gruppo LifeGate

La comunicazione, in tutto ciò, ha avuto un ruolo fondamentale. Basti pensare alla nascita e allo sviluppo del movimento Fridays for future, partito grazie all’impegno di una sola persona: l’attivista svedese Greta Thunberg, 16 anni. O al problema della plastica che inquina i nostri fiumi, i nostri mari, i nostri oceani e che fin da subito si è trasformato in un’onda collettiva grazie alle foto e ai video condivisi da ogni parte del mondo.

Quello che mi aspetto, che ci aspettiamo dal futuro è che questi temi continueranno ad alimentare l’onda del cambiamento. Quest’onda non si fermerà, anzi sarà sempre più alta e potente. I surfisti sanno che quando l’onda arriva, per cavalcarla, per alzarsi, per mettersi in piedi e diventare protagonisti, bisogna prima nuotare. Per questo vi auguro una buona nuotata.

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