Informazioni utili, spunti e itinerari per conoscere Ferrara e i suoi dintorni in bicicletta: dal tour lungo le mura in centro città alla ciclovia sul Po. Tante idee per una pedalata invernale.
Il Biellese è un territorio sorprendente, un’oasi verde vicina a Milano e Torino. Un itinerario ideale per chi pedala in città e non ha mai provato un viaggio in sella. Si parte in treno, da Santhià.
Santhià è una stazione ferroviaria come tante: binari, sala d’attesa, una piccola edicola, ma con una differenza importante: molte persone che scendono dal treno con zaino e bastoncini. Santhià è infatti il punto di partenza del Cammino di Oropa, un itinerario che in quattro giorni raggiunge uno tra i più celebri santuari delle Alpi e che ogni anno porta migliaia di viandanti nel Biellese, un territorio marginale dal punto di vista turistico che si è rivitalizzato grazie al turismo lento. Nei paesi lungo il cammino sono comparsi cartelli di benvenuto artigianali, aree di sosta, punti informativi gestiti da volontari. Un turismo che fa bene al territorio e alle comunità locali.
Sull’onda del successo dell’itinerario pedonale sono nate le Ciclovie di Oropa, tre itinerari a tappe che coprono un vasto territorio compreso tra il Canavese e il Biellese orientale. Il percorso coincide solo in parte con quello pedonale, ma la filosofia con cui è stato progettato è la stessa: si tratta infatti di una proposta di viaggio inclusiva, che si rivolge a chi considera il camminare e la bicicletta non l’obiettivo della vacanza, ma mezzi sostenibili per prendersi una pausa, e scoprire un territorio alla giusta velocità.
Le Ciclovie di Oropa sono state progettate con un’attenzione particolare ai ciclisti che usano quotidianamente la bicicletta per gli spostamenti in città, ma non hanno ancora provato l’emozione di un viaggio itinerante. Con un breve viaggio in treno (un’ora da Milano, mezz’ora da Torino) si può raggiungere Santhià trasportando la propria bicicletta. Altrimenti è possibile prenotare una e-bike che viene consegnata completa di portapacchi e borse alla stazione, e affrontare i saliscendi del percorso con l’aiuto della pedalata assistita, guidati dall’app e dalle tracce GPS disponibili sul sito ufficiale.
L’itinerario percorre una rete di strade secondarie a traffico scarsissimo, per il novanta per cento asfaltate, che dalla pianura agricola lambisce il lago di Viverone, dove nella bella stagione è possibile fare un bagno rinfrescante. Si sale lentamente attraverso la Serra d’Ivrea, la morena più lunga d’Europa, per raggiungere Bose, una comunità monastica nota ben oltre il Biellese, che insieme al borgo di Magnano vale una piccola deviazione.
Si prosegue la salita verso le Alpi Biellesi, e il paesaggio cambia di colpo imboccando il Tracciolino: la strada che da Andrate porta verso il santuario di Oropa è un balcone sulla pianura padana. Qui ci si ferma per ammirare un panorama che spazia dai grattacieli di Torino a quelli di Milano, dal Monviso alle colline del Monferrato e alle lontane dorsali dell’Appennino ligure. Prima dell’arrivo al santuario di Oropa, con piccole deviazioni è possibile raggiungere Bagneri, un piccolo borgo in pietra in passato abitato da contadini e pastori, oggi sede dell’Ecomuseo della Civiltà Montanara, e la Trappa di Sordevolo, un monastero trappista costruito alla fine del XVIII secolo. Abbandonato e ridotto a rudere, è stato restaurato e ora ospita un rifugio e l’Ecomuseo della Tradizione Costruttiva.
Il santuario di Oropa, punto di arrivo per migliaia di camminatori del Cammino di Oropa, segna l’inizio di una parte nuova del viaggio. Arrivandoci dal Tracciolino si entra dal Prato delle Oche, lo spazio aperto realizzato nel Settecento spianando il colle che chiudeva la conca a sud: fu allora che il complesso diventò visibile dalla pianura. Al centro della seconda piazza, quella chiusa dal porticato di Pietro Arduzzi, c’è il Burnell, una fontana del 1588 con i mestoli per bere: molti pellegrini vi si fermano ancora oggi, per ragioni che hanno a che fare con il valore simbolico del gesto più che con la sete.
La Basilica Antica custodisce nel suo interno il Sacello Eusebiano, dove è esposta la statua lignea della Madonna Nera, un’opera del XIII o XIV secolo, intagliata da un maestro valdostano, anche se la leggenda attribuisce la statua a san Luca evangelista, portata dalla Palestina dal vescovo Eusebio nel IV secolo. In realtà Oropa era un luogo di culto di età precristiana, come testimonia il masso ancora visibile sul lato nord della basilica antica. Il santuario come lo vediamo nacque nel XVII secolo, nel clima della Controriforma, come risposta cattolica alle chiese riformate.
Chi vuole approfondire può visitare il Museo dei tesori di Oropa, aperto il sabato e la domenica (tutti i giorni escluso il lunedì a luglio e agosto), e la galleria degli ex voto, arte popolare che documenta scampati pericoli di montagna: valanghe, fulminazioni, incidenti con mezzi agricoli. Il Sacro Monte, iscritto nel patrimonio Unesco e incluso nella riserva naturale speciale istituita dalla Regione Piemonte, conta dodici cappelle settecentesche con statue e affreschi che raccontano la vita della Vergine: un percorso devozionale che si può fare a piedi, tra i faggi, prima di rimettersi in sella. Da Oropa si affronta una breve salita verso la galleria Rosazza, porta di accesso alla Valle Cervo, per poi scendere fino a Rosazza, un paese che fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, con un’architettura ottocentesca carica di simbolismi massonici ed esoterici, frutto del mecenatismo del senatore Federico Rosazza, a cui si deve anche la strada di collegamento con Oropa, la galleria e le eclettiche cappelle, i tempietti e la Locanda, dove si può fare una sosta gourmet.
Lasciata la Valle Cervo, il percorso imbocca la Panoramica Zegna, una strada di 26 chilometri costruita nella prima metà del Novecento dall’imprenditore tessile Ermenegildo Zegna. Per contrastare la deforestazione della montagna biellese, dopo secoli di sfruttamento dei boschi per la produzione di carbone vegetale e per l’allevamento, Zegna avviò un progetto di riforestazione su un territorio ormai quasi privo di alberi.
L’Oasi Zegna, nata nel 1993 dalla famiglia Zegna come evoluzione di quel progetto, oggi uno dei principali parchi naturali a iniziativa privata in Italia, si attraversa pedalando verso Bielmonte. Cento chilometri quadrati di boschi, sentieri e alpeggi, con progetti attivi di tutela della biodiversità. In primavera i rododendri fioriscono lungo la strada; a ottobre il bosco vira all’oro: un’esperienza di immersione nei colori dell’autunno che da sola vale il viaggio.
La discesa verso la pianura porta ad attraversare ambienti che non si trovano altrove. Le Baragge, altipiani che si estendono tra il corso del torrente Elvo e il Ticino, lungo la fascia pedemontana, sono costituite da brughiere e praterie aperte: un paesaggio che ha fatto guadagnare al territorio il soprannome di “savana biellese”. È un habitat tutelato come riserva naturale, attraversato da strade perfette per la bici gravel. Il percorso tocca quindi il Ricetto di Candelo: un borgo medievale fortificato composto da basse casette con cantine e granai. Fu costruito nel Trecento per proteggere i raccolti e la popolazione in caso di guerra.
Si prosegue quindi verso Biella, che merita una sosta per visitare la mostra permanente di Michelangelo Pistoletto a Cittadellarte, e salire verso il Piazzo, il quartiere medievale sull’altura che domina la città. Intorno alla centrale piazza della Cisterna si affacciano palazzi nobiliari, bassi portici, alcune case medievali dall’aspetto nordico, giardini all’italiana con la vista sulla città moderna. Lungo la via del ritorno verso Santhià si attraversa il Parco della Bessa, dove il tempo sta lentamente rinaturalizzando un territorio che ha ospitato una grande miniera di epoca romana. Immensi cumuli di ciottoli sono stati lasciati dagli antichi cercatori d’oro: un paesaggio quasi lunare, silenzioso. Chiude il cerchio del viaggio la visita all’Ecomuseo dell’Oro e della Bessa, prima di ritornare a Santhià e riprendere il treno.
L’itinerario descritto in questo articolo nasce dall’unione della Ciclovia della Serra e della Ciclovia Orientale, ed è pubblicato sul portale SlowMap come Gran Tour del Biellese. Si tratta del percorso iconico della Biella Slow Region, un’area vasta in cui si può pedalare per più giorni consecutivi percorrendo una fitta rete di itinerari, utilizzando i servizi messi a disposizione da Naturalmente Biella in Bici, il club di prodotto nato grazie al sostegno di BIellezza, la fondazione che sostiene il turismo Biellese.
L’itinerario completo del Gran Tour si percorre comodamente in tre o quattro giorni, con tappe di lunghezza variabile in base alla preparazione e al ritmo scelto. La sola Ciclovia della Serra si può percorrere in due giorni, è quindi la soluzione ideale per un weekend. La stagione migliore va dalla primavera all’autunno: maggio e giugno per le fioriture lungo la Panoramica Zegna, settembre e ottobre per i colori del bosco e la qualità della luce.
I punti di accesso con i mezzi pubblici sono le stazioni ferroviarie di Santhià (raggiungibile in un’ora da Milano e in mezz’ora da Torino) e Biella. Il servizio “treno + bici” consente di portare la propria bicicletta, ma chi preferisce viaggiare leggero può prenotare una e-bike che viene consegnata direttamente in stazione. L’itinerario è dotato di segnaletica completa: frecce gialle su sfondo blu per il tratto di andata fino al santuario di Oropa, frecce blu su sfondo giallo per il ritorno. Le strutture di accoglienza lungo il percorso sono organizzate per il cicloturismo, con depositi sicuri per le biciclette e punti di ricarica per le batterie delle e-bike.
Il Travel planner disponibile sul sito consente di programmare la lunghezza delle tappe in funzione dell’allenamento e del tempo disponibile. Una volta programmato il viaggio è possibile scaricare sul proprio smartphone una guida in formato pdf con i link a mappe interattive, tracce GPS, contatti degli alloggi e dei servizi di noleggio. Acquistando la SlowCard, la carta vantaggi utilizzata anche dai viandanti del Cammino di Oropa, si ha diritto allo sconto del 10 per cento su alloggi, ristoranti e noleggio delle e-bike.
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