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La provincia di Grosseto, nel cuore della Maremma toscana, resiste all’avanzata dell’invadenza turistica grazie al suo ritmo lento e gentile, e alla sua storia. È il territorio del Morellino di Scansano, vino autoctono messaggero di tradizione e cultura.
I colli, i cipressi, le nuvole e il vento. E poi le curve, quelle dolci che si rincorrono per chilometri senza traffico, con calma. In fondo allo sguardo il mare.
“La parola maremma nasce con la emme minuscola perché sta a indicare una qualsiasi regione bassa e paludosa vicina al mare dove i tomboli, ovvero le dune, ovvero i cordoni di terra litoranea, impediscono ai corsi d’acqua di sfociare liberamente in mare provocandone il ristagno”. Aldo Santini
Un tempo terra inquieta e difficile, segnata dalla malaria a causa delle paludi vicino al mare, la Maremma, è stata emarginata per anni dallo sviluppo del territorio. Forse però è proprio questo uno dei motivi che ha aiutato le sue colline che si spingono fino alla costa del Tirreno, con il Golfo di Follonica, le spiagge di Porto Ercole, di Cala Violina o di Castiglione della Pescaia (5 vele Legambiente 2026), ad aver preservato un’inaspettata “purezza incontaminata”. Sembra paradossale ma le sue antiche difficoltà hanno tutelato questo territorio da costruzioni e infrastrutture “selvagge”, regalando oggi la possibilità di approfittarne per uno sviluppo più sostenibile, in armonia con una visione rispettosa del territorio, delle sue potenzialità e caratteristiche.
Niente autostrade, tante strade “blu”, come quelle dell’omonimo romanzo “Strade blu” di William Least Heat-Moon. Sono le strade secondarie e poco frequentate che si snodano tra boschi di querce e lecci, tra pini e cipressi che le costeggiano con pennellate precise verso il cielo.
“Subito prima dell’alba e subito dopo il tramonto – brevi istanti né giorno né notte – le vecchie strade restituiscono al cielo un poco del suo colore, assumendo a loro volta un tono misterioso di blu”.
William Least Heat-Moon, ‘Strade blu’
E poi le vigne, su e giù per i colli morbidi che lasciano sbirciare borghi arroccati come Pitigliano, Saturnia con le sue terme o Scansano dove abbiamo “incontrato” il vino messaggero del suo territorio, il Morellino di Scansano.
Attento al proprio territorio, il Consorzio Tutela del Morellino di Scansano promuove con passione un turismo consapevole e sostenibile in cui storia, tradizione e ambiente dialogano. “Non vogliamo promuovere solo un vino, ma un intero territorio e le esperienze che offre, grazie a itinerari che spaziano dal trekking al ciclismo, dalle terme ai borghi storici, il Morellino diventa ambasciatore di un patrimonio enogastronomico e culturale unico”, afferma Bernardo Guicciardini-Calamai, presidente del consorzio. E continua: “L’agricoltura biologica (più del 30 per cento di aziende certificate), quella di precisione (gestita da tecnologie digitali, come droni, intelligenza artificiale e satelliti per ottimizzare la resa delle colture, intervenendo in modo mirato per ridurre sprechi di risorse e impatto ambientale) e le aziende dotate d’impianti fotovoltaici, diventati uno strumento molto importante per ammortizzare il grande consumo di energia richiesto dalle attività di cantina (come la refrigerazione e la climatizzazione dei loro ambienti dove si affronta la maturazione dei vini), sono attività essenziali per salvaguardare questa parte di Toscana incontaminata a causa di una storica mancanza di infrastrutture, una situazione che si è rivelata ottimale per mantenere la notevole biodiversità del territorio”.
Racconta ancora Guicciardini-Calamai: “La zona del Morellino è una specie di anfiteatro naturale con clima e terroir unici, dalla costa del Mar Tirreno fino alle colline del monte Amiata. Un mondo in cui il vitigno Sangiovese, quello della Maremma, cresce in modo diverso rispetto ad altre denominazioni della Toscana”. Quello della Maremma, della costa Toscana, risente infatti dell’influenza del mare e delle colline, beneficiando delle escursioni termiche perfette per esaltare gli aromi dell’uva, della brezza costante che ne garantisce la salubrità, e di una geologia variegata, da rilievi arenacei a formazioni calcaree e argillo-scistose. Sono terreni spesso poco profondi e con substrato roccioso, difficili da lavorare ma ideali per vini di qualità. Lo abbiamo degustato in tutte le sue sfaccettature, il Morellino, con le proposte di cantine come Poggio Brigante (produzione biologica e sostenibile), Terenzi (vini dallo stile elegante e contemporaneo), Roccapesta (attenta al minimo impatto produttivo possibile), Fattoria le Pupille (di una famiglia che da sempre produce vini d’eccellenza valorizzando il terroir della Maremma) o la Cantina Vignaioli di Scansano, scrigno del Morellino e di tanti suoi produttori attenti a valorizzare le qualità distintive del Morellino di Scansano Docg, come espressione del suo territorio.
Per il Consorzio del Morellino infatti “ogni terroir rappresenta un unicum con il quale l’essere umano deve interagire, prendendo in considerazione le differenti realtà attraverso i loro tratti caratterizzanti, sempre diversi e sorprendenti. Proprio per questo, scegliere una produzione basata sull’agricoltura biologica è sicuramente un passo importante, ma per creare un vero progetto di sostenibilità ambientale serve un approccio più ampio che coinvolga diverse attività. Ecco allora che l’obiettivo del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano è quello di guardare sia alla tutela dell’ambiente sia allo sviluppo economico, sociale e alimentare, trovando un equilibrio tra l’essere umano e il territorio”.
“Un esempio concreto” di questo sviluppo in equilibrio tra essere umano e territorio, di turismo consapevole e sostenibile, diventa l’impegno nella mobilità green. “L’area del Morellino, nel cuore della Maremma, non aveva stazioni di ricarica per veicoli elettrici. Il Consorzio ha deciso di colmare questa mancanza, facendo del Morellino la prima Docg Ev Friendly d’Italia. Così, oltre a produrre vini sostenibili, il territorio diventa un ambasciatore della mobilità elettrica e di un trasporto più ecologico, in linea con la sua vocazione naturalistica e turistica.” Ma non solo. Bike tour, sport acquatici, trekking, cavallo, benessere & relax alle vicine terme di Saturnia, sono altre proposte per poter godere di un territorio generoso nel suo pieno rispetto.
Noi per conoscere questo angolo di Toscana incontaminato (o quasi), abbiamo approfittato dell’enocicloturismo di InGRAVEL con le bici gravel elettriche. Silenziose, niente emissioni, una spinta dolce per immergersi tra le vigne, i campi dorati di grano, giù verso i torrenti o sul dosso di una collina. Il panorama è a perdita d’occhio punteggiato di casali in pietra, borghi arroccati, monti lontani, filari di cipressi e cantine dove riposare sorseggiando il Morellino nel sue tante sfaccettature e declinazioni, accompagnato dalle specialità gastronomiche tipiche del territorio.
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