Lady Gaga bandita dalla Cina dopo l’incontro con il Dalai Lama

L’incontro di domenica scorsa fra il Dalai Lama e Lady Gaga ha suscitato la dura reazione di Pechino, che ha aggiunto la cantante nell’elenco delle forze straniere ostili e vietate.

Per la seconda volta nella sua carriera, Lady Gaga è stata bandita dalla Cina in seguito al suo incontro con il Dalai Lama avvenuto domenica scorsa durante la US Conference of Mayors di Indianapolis.

Durante il meeting, la pop star americana e il leader spirituale tibetano hanno dialogato sulla pratica dello yoga, sulla meditazione, la salute del corpo e dello spirito e sulla crescente necessità di gentilezza e compassione.

Ma l’incontro ha suscitato una reazione molto dura da parte del governo di Pechino, che considera il Dalai Lama un separatista e un cospiratore politico e che ha aggiunto la cantante nell’elenco delle forze straniere ostili e vietate dal partito comunista cinese.  

Il dipartimento di propaganda cinese ha messo, infatti, in circolazione “un’istruzione importante” che vieta tutto il repertorio della cantante dalla Cina continentale e che ordina ai siti web cinesi e ai media di fermare il caricamento e la distribuzione delle sue canzoni.

 

Una foto pubblicata da LifeGate (@lifegate) in data:

 

Come riporta il The Guardian, a seguito di una domanda di un giornalista straniero sull’accaduto, un portavoce del ministero degli esteri cinese Hong Lei avrebbe risposto lasciando intendere di non conoscere affatto Lady Gaga. E c’è di più: l’intero episodio sarebbe stato cancellato dalla trascrizione della conferenza, solo perché Lady Gaga è stata menzionata.  

Pare che martedì pomeriggio fosse ancora possibile scaricare Poker Face e Bad Romance sulle piattaforme cinesi QQ Music e NetEase Cloud Music, ma la notizia dell’incontro del Dalai Lama e della cantante sembra essere stato cancellato dal sito di news NetEase.

Non è certo la prima volta che il governo cinese mette al bando artisti stranieri che hanno dimostrato appoggio al Dalai Lama o che si sono espressi a favore dell’indipendenza del Tibet. Fra questi troviamo anche: Maroon 5, Bjork, Jon Bon Jovi, Oasis e Linkin Park.

Immagine di copertina: GettyImages ©Kevin Mazur
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