Il Belgio sta costruendo dune artificiali per proteggersi dall’innalzamento dei mari

Il Belgio è uno dei paesi più esposti ai cambiamenti climatici. Le dune-diga sono una soluzione per fermare l’innalzamento dei mari.

In alcuni villaggi costieri del nord del Belgio negli ultimi anni sono sorte dune artificiali lunghe centinaia di metri. Il governo ha infatti finanziato la sperimentazione di nuovi sistemi di protezione del territorio dalle mareggiate e dall’innalzamento dei mari, due dei problemi con cui il paese sta facendo sempre più i conti per effetto diretto dei cambiamenti climatici.

Dal tempo il Belgio è impegnato in diversi progetti di tutela e protezione delle sue aree costiere e la priorità è stata data a infrastrutture le più naturali possibili, proprio come le dune artificiali. Partendo da una base di reticoli, vegetazione e sabbia dragata dal mare, queste nel corso del tempo si sono ingrandite in modo naturale per effetto dei venti e delle mareggiate e hanno dimostrato di poter funzionare. Tanto che anche altri paesi si stanno muovendo per lanciare la stessa sperimentazione.

L’innalzamento dei mari in Belgio

Dagli anni Cinquanta a oggi il livello del mare a Ostenda, località costiera del nord del Belgio, è salito di circa 20 centimetri. Questa crescita è accelerata negli ultimi dieci anni, con un innalzamento che a partire dal 2015 è stato di circa 5 millimetri all’anno, un valore più alto della media globale.

Il Belgio è una dei territori più a rischio per gli effetti dei cambiamenti climatici. Da una parte il riscaldamento globale porta a un innalzamento del livello dei mari e a un aumento di frequenza e di forza delle mareggiate, dall’altra porzioni di territorio stanno sprofondando sotto il livello dei mari a causa delle erosioni causate dalle piogge acide e dall’attività mineraria – la cosiddetta subsidenza. Questo aumenta la vulnerabilità del paese di fronte all’innalzamento del livello dei mari. 

Nel 2011 il governo della parte fiamminga del paese ha presentato un piano di protezione delle sue coste dalle inondazioni. Strutture come dighe e barriere sono in parte già presenti, ma le autorità hanno deciso di rinforzare queste strutture e di crearne di nuove cercando quanto più possibile di rispettare la natura. Da qui è si è sviluppata l’idea di creare dune artificiali.

Il progetto delle dune-diga

Il nome più tecnico è dune-diga. Si tratta di “un approccio ibrido, basato sulla natura, che combina dune naturali con dighe artificiali per offrire una protezione costiera resiliente, adattabile e sostenibile”, come sottolinea DuneFront, il progetto di ricerca che assieme a Living Labs sta sviluppando soluzioni ibride per la protezione costiera del Belgio. 

La sperimentazione è stata avviata in quattro località: Raversijde, Knokke-Heist, Spinoladijk e Middelkerke. I progetti sono stati lanciati tra il 2021 e il 2023 e prevedono la costruzione di reticolati di rami di salice ed erba che vengono riempiti di sabbia dragata al largo delle coste e che proprio grazia al legno e alla vegetazione viene trattenuta. Sul sito delle dune sono poi state piantate alcune specie vegetali, utili per intrappolare nuova sabbia portata dal vento e dalle onde che si infrangono sulle dune durante le mareggiate. Un rapporto del governo fiammingo ha sottolineato che nei quattro siti si è verificato un consistente accumulo di sabbia già nel primo anno di vita delle dune, che hanno già raggiunto altezze fino a oltre due metri e mezzo

Come sottolinea il magazine Mongabay, in questi anni sulle dune-diga artificiali si è creata una grande biodiversità. Sono spuntate specie vegetali come il ravanello marino, il grano saraceno e l’avena delle sabbie, mentre a livello animali sono comparsi insetti come le cavallette dalle ali blu, i coleotteri tigre delle dune e le farfalle temolo. Presto potrebbero anche arrivare specie di uccelli.

Prospettive future

La sperimentazione in corso in Belgio potrebbe presto essere estesa ad altre località. Allo stesso tempo necessita di alcuni accorgimenti, dal momento che il dragaggio delle sabbia al largo della costa presenta alcune criticità andando a modificare l’ecosistema e privando il mare poco profondo del paese di quella sabbia che potrebbe contribuire a rallentare l’innalzamento dei mari. In ogni caso le dune-diga al momento hanno mostrato di essere un modello positivo, soprattutto durante la tempesta Benjamin che ha colpito le coste belghe in autunno.

Non è un caso allora che anche altri paesi europei abbiano deciso di replicare la sperimentazione. DuneFront sta progettando nuovi sistemi per Dunkerque, in Francia, e per Zandmotor, nei Paesi Bassi, ma manifestazioni di interesse sono arrivate anche da Germania, Portogallo, Svezia e Danimarca.

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