I cittadini olandesi trascinano il governo in tribunale. Deve ridurre la CO2

Quasi 900 persone chiedono ai giudici di condannare l’esecutivo dei Paesi Bassi: «Non salvaguardando il clima, viola i diritti umani».

Circa 900 olandesi hanno avviato un’azione legale nei confronti del loro governo con l’obiettivo di obbligare l’esecutivo a ridurre le emissioni di CO2 che vengono disperse in atmosfera. A guidare l’iniziativa è l’organizzazione non governativa Urgenda, che ha spiegato come si tratti della prima volta che un’associazione e un gruppo di cittadini si rivolgono alla giustizia per chiedere di far condannare il proprio stato su questo tema.

 

Olanda clima tribunale2©Urgenda-Chantal Bekker

 

Tecnicamente, gli avvocati dei partecipanti alla class action ambientalista cercheranno di dimostrare come rifiutarsi di adottare politiche in grado di limitare a 2 gradi centigradi la crescita della temperatura globale costituisca non soltanto una scelta miope e catastrofica per le sorti della Terra, ma una vera e propria violazione dei diritti umani.

 

“Vogliamo che il governo olandese si impegni a ridurre le emissioni di gas inquinanti del 40 per cento rispetto ai livelli del 1990, entro il 2020”, ha dichiarato all’agenzia francese Afp Marjan Minnesma, direttrice della ong.

 

Olanda clima tribunale3©Urgenda-Chantal Bekker

 

Alla prima udienza, che si è tenuta martedì all’Aia, erano presenti circa 200 tra i partecipanti all’azione legale: insegnanti, imprenditori, artisti, musicisti ma anche bambini tramite i loro rappresentanti legali. “In questo modo vogliamo dimostrare che non si tratta soltanto dell’opinione di una singola organizzazione, bensì di un vasto movimento di persone che sono preoccupate per i cambiamenti climatici”, ha spiegato Dennis van Berkel, attivista dell’associazione, al quotidiano inglese The Guardian. “Non possiamo aspettare che i politici si mettano d’accordo – ha aggiunto Minnesma – perché non c’è più tempo, occorre agire subito”.

 

Olanda clima tribunale4©Urgenda-Chantal Bekker

 

L’obiettivo – al di là della vicenda giudiziaria, che difficilmente si concluderà con una condanna del governo – è principalmente politico: accendere i riflettori sulla questione ambientale in vista della conferenza mondiale sul clima (Cop 21) che si terrà a Parigi in autunno. Un pronunciamento della corte olandese è previsto per il prossimo 24 giugno.

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