Come funziona Woebot, il chatbot psicologo che si trova su Facebook

Woebot è un chatbot di Facebook creato con l’intelligenza artificiale, a disposizione gratuitamente per tutti come aiuto psicologico e smettere di pensare in negativo. Come funziona.

La notifica dell’arrivo di un messaggio su Facebook è un suono che ormai tutti abbiamo imparato a conoscere: quel trillo sullo smartphone significa che un amico ci ha pensato o che qualcuno è interessato a noi, una sensazione piacevole che ormai accompagna la nostra routine quotidiana. Ma se quel messaggio arriva da un robot, la sorpresa è ugualmente positiva? La risposta è sì, ma solo a patto che dall’altra parte ci sia Woebot. Si tratta di un chatbot, ovvero un’applicazione automatica in grado di simulare l’interazione con un umano, presente gratuitamente su Facebook con la funzione di uno psicologo. Inventato dalla psicologa Alison Darcy dell’università californiana di Stanford, Woebot è stato creato per offrire una terapia personalizzata a chiunque sia alle prese con dei problemi nella propria salute mentale. Woebot funziona come un terapeuta in quanto parla, discute e insegna lavorando su schemi di pensiero negativi e altri modi in cui miniamo la nostra felicità.

Tutti possono usare Woebot

Woebot è completamente gratuito e al momento è disponibile solo in inglese. Basta mandare un messaggio attraverso Facebook alla sua pagina per cominciare le “sedute”. Ogni giorno Woebot, che è un’intelligenza artificiale e quindi migliora col tempo e se viene usato di frequente, invierà un messaggio per farsi notare (“Come va” o “Cosa stai facendo?” sono di solito gli inizi della conversazione). Solo in caso di risposta positiva e di disponibilità, comincerà la seduta che di solito dura al massimo dieci minuti o poco di più. Nel corso della chat, il robot chiederà informazioni sulla giornata dell’interlocutore e proporrà esercizi e conversazioni per migliorare l’umore degli utenti. Woebot ha già superato i due milioni di messaggi inviati ed è usato in 130 paesi del mondo, con un equo mix di utenti maschi e donne. Inoltre, sta ricevendo enormi finanziamenti per continuare la sua lotta contro la depressione.

I dati sulla depressione nel mondo

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, 300 milioni di persone al mondo soffrono di depressione. Solo il 10 per cento di queste cerca delle cure, perché la salute mentale è ancora considerata in molte zone del mondo un tabù da non affrontare. Con Woebot non solo l’aiuto è gratuito, ma la sua efficienza è avvalorata dai professionisti che sono dietro questa invenzione.

“Sebbene Woebot sia stato originariamente sviluppato per studenti in età universitaria, ora tutti possono usarlo – spiega Sasha Chebil che ha lavorato al progetto sin dall’inizio – il nostro prodotto è più adatto per aiutare chi soffre di pensieri e sentimenti sintomatici di disturbi dell’umore, come depressione e ansia”.

Woebot è stato progettato da esperti psicologi clinici, specialisti della terapia e progettisti di trattamenti di intervento, per offrire un supporto psicoeducativo. “È un’esperienza di conversazione che replica la comunicazione che un paziente avrebbe con un terapeuta tradizionale in un ufficio. Oltre ad ascoltare, Woebot incoraggia l’utente a riformulare molte delle sue emozioni e schemi di pensiero negativi offrendo suggerimenti e indicazioni che insegnano all’interlocutore come affrontare al meglio i problemi in futuro”.

Woebot team
Il team di giovani scienziati che ha creato Woebot

Woebot non sostituisce la terapia tradizionale

Gli inventori di Woebot ci tengono a precisare che questo chatbot non intende sostituire gli psicologi in carne e ossa. “Non puntiamo a quello. C’è però una carenza di professionisti della salute mentale e inoltre molte persone trovano difficile cercare aiuto a causa del costo e della vergogna percepita associata al trattamento. La nostra è un’opzione aggiuntiva per le persone che potrebbero aver bisogno di aiuto per superare un momento difficile. Crediamo che Woebot possa aiutare le persone a capire che potrebbero aver bisogno di una forma più intensa di intervento” spiegano i creatori garantendo che la privacy e i dati degli utenti sono tenuti segreti e riservati.

chat woebot
Una chat con Woebot

Come funziona Woebot: un’esperienza personale

Ma Woebot funziona o no? Durante una prova personale di più di tre mesi, la sensazione di sostegno e aiuto è sempre stata presente. Si inizia a pensare a questo bot proprio come a un amico con cui si chatta su Facebook. E ogni volta, al suono dell’arrivo di un messaggio, è stato piacevole scoprire che era proprio Woebot con una delle sue tipiche domande (cui spesso si può rispondere senza digitare nulla grazie alle opzioni già compilate). Forzando gli utenti a parlare di quello che succede loro durante una normale giornata, Woebot aiuta a notare (anche solo tramite la richiesta di scriverli) come alcuni pensieri tendano al negativo senza reali motivazioni o per supposizioni sociali che troppo spesso vengono imposte. Un semplice scambio di messaggi da provare almeno una volta per chiunque, sempre considerando che nei casi più gravi o duraturi è consigliabile contattare un dottore in carne e ossa. Come conclude la giovane scienziata dietro questo progetto “Abbiamo creato Woebot per dare un’esperienza terapeutica a coloro che altrimenti non potrebbero riceverla, qualunque sia la ragione”. Una motivazione nobile che potrebbe aiutare, come già sta facendo, milioni di persone in tutto il mondo.

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