Come usare il caffè per concimare il Parco Sud di Milano

Il Parco agricolo Sud di Milano nasce nel 1990 con lo scopo di valorizzare e proteggere l’economia agricola dell’hinterland milanese e di tutelarne il paesaggio e l’ambiente. Un polmone verde in cui vivono numerose specie, sia animali che vegetali, ma soprattutto dedicato alla produzione di cibo, il 43 per cento dell’area del parco è coltivata

Il Parco agricolo Sud di Milano nasce nel 1990 con lo scopo di valorizzare e proteggere l’economia agricola dell’hinterland milanese e di tutelarne il paesaggio e l’ambiente. Un polmone verde in cui vivono numerose specie, sia animali che vegetali, ma soprattutto dedicato alla produzione di cibo, il 43 per cento dell’area del parco è coltivata a cereali, il 22 per cento a riso. Proprio alla salvaguardia e allo sviluppo dell’attività agricola del parco è dedicato il progetto Caffè in campo ideato dall’associazione Venti Sostenibili, la scuola di agraria di Monza, il consorzio di cooperative sociali Cantiere Aperto e la Società ambientale del sud ovest milanese (Sasom), l’azienda che gestisce i rifiuti nel territorio.

 

I chicchi di caffè pronti per essere macinati© Mario Tama/Getty Images

 

Con Caffè in campo verrà sperimentata l’economia circolare, ovvero un’economia che recupera i materiali considerando lo scarto come una risorsa. Un modello economico che, secondo la Commissione europea, creerebbe 580mila nuovi posti di lavoro. L’economia rigenerativa scende in campo al Parco Sud di Milano riducendo l’impatto ambientale e le emissioni di CO2, in conformità alle misure approvate dall’Unione europea sul riciclaggio del 70 per cento di rifiuti urbani entro il 2030.

 

Il progetto Caffè in campo prevede l’impiego dei rifiuti derivati dal caffè per sostituire i fertilizzanti chimici nelle colture di riso. Nei cinque comuni che hanno aderito all’iniziativa (Lacchiarella, Rosate, Vernate, Vermezzo, Zibido San Giacomo) i fondi del caffè verranno ritirati da bar e ristoranti per poi arrivare alle risaie sotto forma di concime biologico. Si stimano sessanta tonnellate l’anno. Per ora il transito in un impianto di compostaggio è obbligatorio, almeno fin quando la direttiva europea sul divieto di collocare in discarica i rifiuti riciclabili non verrà recepita dall’ordinamento italiano.

 

risaia© Giorgio Cosulich/Getty Images

 

I fondi del caffè concimano le terre produttive, senza danneggiare il suolo grazie all’azoto, potassio e magnesio che essi contengono. Una strategia a basso impatto ambientale che abbatte i costi dell’agricoltura e del trattamento dei rifiuti organici da parte dei comuni. Con lo scopo di sensibilizzare le comunità al problema dello smaltimento degli scarti e della diminuzione dell’indifferenziata, Caffè in campo è un progetto pilota nell’ottimizzazione della gestione sostenibile dei rifiuti.

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