Connie Hedegaard, la sfida del clima si vince sul tempo

La commissaria europea per il Clima Connie Hedegaard ai microfoni di LifeGate Radio in occasione della tappa milanese della campagna Un mondo che ti piace con il clima che vuoi.

Questo decennio è forse il più importante per il clima. Entro il 2015 il nuovo accordo globale dovrebbe essere sottoposto alle firme degli stati che fanno parte dell’Unfccc ed entro il 2020 dovrebbe entrare in vigore. Pensa che queste scadenze verranno rispettate? Fin dove è disposta ad arrivare l’Unione europea per far sì che i negoziati vadano a buon fine?

Sarà molto impegnativo rispettare le scadenze, ma la maggior parte delle persone penso possano capire, guardandosi intorno, perché è così urgente e perché dobbiamo assolutamente attenerci a quelle scadenze anche se siamo già in ritardo. L’Europa farà tutto il possibile per ottenere dai negoziati una soluzione per un accordo internazionale sul clima. Una delle cose che possiamo fare per farci trovare pronti è tenere la nostra casa in ordine. Questo significa che la Commissione europea ha già cominciato ora a definire gli obiettivi oltre il 2020, verso il 2030.

 

Quindi, nell’attesa, l’Unione europea sta cercando di agire fin da subito. Ad esempio adottando politiche nel campo delle rinnovabili e continuando a imporsi obiettivi: non a caso ha deciso di continuare a puntare sul protocollo di Kyoto nonostante le numerose defezioni. In quali aree l’Ue sta studiando nuove mosse? Le rinnovabili, come il fotovoltaico, sono ancora una delle soluzioni chiave?

Le rinnovabili sono una delle soluzioni chiave. Ma lo è anche l’efficienza energetica. Soltanto lo scorso anno, in Europa, abbiamo speso un miliardo di euro al giorno per pagare il petrolio importato dai paesi extraeuropei. Questo deve far capire alla maggior parte delle persone il motivo per cui è molto intelligente essere efficienti dal punto di vista energetico. Stiamo elaborando anche nuovi standard per le auto, i furgoni, i camion, i veicoli elettrici e molti altri prodotti perché con una maggiore efficienza nel loro utilizzo possiamo salvare l’ambiente, il clima e risparmiare energia per molte altre cose. Questa è una delle verità essenziali per la Commissione europea.

 

Parliamo della tassa sulle emissioni di CO2 delle compagnie aeree che operano negli scali europei. Perché si è deciso di sospendere questa azione? Crede davvero che si potrà raggiungere un accordo internazionale su questo aspetto in breve tempo?

Abbiamo rimandato la scadenza dell’entrata in vigore della nostra legislazione per risolvere la questione delle emissioni del settore aereo a livello continentale. Lo abbiamo fatto con lo scopo di creare la massima pressione possibile sul resto del mondo. Loro dicono: “Odiamo questa legislazione europea, noi avremmo preferito una soluzione a livello internazionale”. Noi rispondiamo che abbiamo aspettato per quindici anni senza che sia stato fatto nulla. Se ora hanno cambiato idea, bene, questo è il momento di dimostrarlo. Ecco il motivo per cui abbiamo rimandato la scadenza, ma temporaneamente, solo temporaneamente. Vogliamo
mandare un messaggio molto chiaro ai paesi del resto del mondo: questo è il momento di giungere a un compromesso su come regolare il settore aereo. Soprattutto ora che la maggior parte delle persone pensa che sia giusto. Se possiamo sostenere i costi di un biglietto aereo per viaggiare ovunque nel mondo, è altrettanto giusto pagare per l’inquinamento che produciamo.

 

Connie Hedegaard, lei è in tour per l’Europa con la campagna “Un mondo che ti piace con il clima che vuoi” e sta incontrando molti cittadini. Sta ricevendo proposte interessanti?

C’è molto interesse là fuori. Se la gente è a conoscenza del problema della crisi economica e dei livelli di disoccupazione, deve sapere anche che se 9 miliardi di persone vorranno presto condividere lo stesso livello di benessere, l’unico modo per arrivarci è attraverso una crescita sostenibile. Penso che questo la gente lo sappia, ci sono molte persone che stanno facendo ottime cose. Lo vediamo dal fatto che anche negli stati dove il dibattito sul clima non è mai stato molto acceso, l’argomento sta scalando posizioni su posizioni nell’agenda politica. Ieri ero in Portogallo (6 giugno, ndr), settimana scorsa in Bulgaria, oggi sono qui e possiamo percepire un interesse palpabile. Penso che ciò di cui abbiamo bisogno è dare risposte concrete alla gente che si chiede “Cosa possiamo fare?”. La campagna “Un mondo che ti piace con il clima che vuoi” è incentrata su una cosa molto semplice: cosa può fare ognuno di noi. Se 500 milioni di europei iniziassero a pensare un po’ di più a come consumare, a come comportarsi nella vita di tutti i giorni, allora le cose potranno cambiare.

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