Coronavirus

Coronavirus, coppia in gabbia o in fuga d’amore?

Le settimane di quarantena causa coronavirus sono una prova estrema per gli amanti, con possibile sorpresa se l’antidoto è giusto.

Amore in gabbia

Restare a casa, con figli onnipresenti o suoceri, magari nello stesso appartamento e per tutto il giorno è una grande sfida per la tenuta emotiva di una coppia. La separazione degli spazi e dei ruoli può essere complicata anche nella convivenza a due, ruotine serrata che ogni mattina riparte con lo stesso copione. I legami sono sotto attacco virale e il coronavirus è un detonatore per l’amore coniugale e per quello clandestino. Costringe a una convivenza H24 in casa e separa gli amanti dagli incontri segreti. In Cina è già allarme: record di richieste di divorzi dopo lo tsunami virale. E in Italia? La vera scommessa è se fra nove mesi avremo più bebè o più divorzi.

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I legami sono sotto attacco virale e il coronavirus è un detonatore per l’amore coniugale e per quello clandestino. © Pixabay

Dormire per sognare

La sessualità vive di leggerezza ma le continue news sui contagi e sulle morti del coronavirus proiettano molta angoscia. E la percezione di pericolo può essere ravvisata anche nel partner se il suo lavoro lo spinge a un contatto con gli altri. Il bacio è veicolo di infezioni e il partner “esposto” è un possibile untore quando torna a casa. Oppure è depresso perché l’economia frana e il lavoro è insicuro. L’antidoto è niente notiziari ed elenco decessi prima di dormire, niente proiezioni angoscianti della borsa, niente film su città zombie. Andate a dormire per sognare!!! Create distanza fra la paura del virus e la vostra intimità, preservate un campo sicuro e apritevi a sogni lieti.

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L’antidoto per la coppia è niente notiziari ed elenco decessi prima di dormire, niente proiezioni angoscianti della borsa, niente film su città zombie. © Unsplash

Sesso fra desiderio, bisogno e…ossitocina

Avere bisogno del partner non significa necessariamente desiderarlo. La relazione di bisogno si fonda sulla solidarietà, sul reciproco sostegno e aiuto. Ma il desiderio è polvere di stelle, è voglia di cioccolato. Non è bisogno di sfamarsi. Nei mediatori chimici è l’ossitocina che si nutre di coccole, anche delle fusa di un gatto, di cibo colorato, di melograno, di fragole e avocado, di cioccolato fondente. Ma anche di parole di conforto, di sostegno. Di cura personale, di corpi profumati, di tempo dedicato. Il virus non toccherà questo se lo sapete nutrire. La bellezza è il grande antidoto della paura.

Coronavirus, amore
Nei mediatori chimici è l’ossitocina che si nutre di coccole, anche delle fusa di un gatto, di cibo colorato, di melograno, di fragole e avocado, di cioccolato fondente. © Pexels

Elogio della fuga

“Che sia forse la fuga, della vita, la quintessenza?” canta così Paolo Conte e continua “Andiamo via che di noi si può far senza”. Cambiamo il punto di vista: non aspettiamo che il virus vada via, andiamo via noi per primi. Fuggiamo dalla realtà consueta e apriamo uno spazio creativo interiore. Nel tempo liberato accendiamo la nostra vitalità e quello che la nutre. Sentiamo la musica interiore, ascoltiamo quella dell’altro. Balliamo con un tutorial di tango argentino. Cerchiamo fotografie di un viaggio felice. Giochiamo insieme. La fuga è un atto creativo e quando è a due può essere l’occasione di un creativo, e irripetibile, atto d’amore.

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