Coronavirus

Là fuori c’è il Coronavirus. Come mantenere la salute mentale mentre siamo chiusi in casa

Le misure per limitare il contagio da Coronavirus minano la nostra salute mentale. Mal sopportiamo isolamento sociale e imposizioni. Proviamo ansia e paura. Cosa fare?

“Il primo indizio di una mente equilibrata penso che sia il saper trovare un punto fermo e restare in compagnia di se stessi”. Così scriveva il filosofo latino Seneca circa duemila anni fa in una lettera al suo amico Lucilio mentre, in ozio forzato, cercava di occupare in modo saggio il proprio tempo. Certo, Seneca non tentava di evitare il contagio da Coronavirus, ma soltanto l’imperatore Nerone, che lo voleva morto. Quindi forse il senso di paura e isolamento che deve aver provato è meno grave di quello che stiamo sperimentando noi oggi.
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Mantenere la nostra mente in equilibrio, durante la quarantena, è difficile. Molti di noi sperimentano stati di ansia e panico, guardando i servizi del telegiornale che parlano dei contagi da Covid-19. Soffrono perché non possono uscire di casa, se non per fare la spesa, e comunque mai senza scordare la mascherina e il disinfettante per le mani, ed evitando accuratamente ogni contatto umano. Provano tristezza, specialmente se sono costretti a trascorrere questo periodo di isolamento in completa solitudine.

Come tutelare, allora, la propria salute mentale in questo frangente?

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Scegliamo fonti certe e centelliniamo le notizie sul contagio da Coronavirus. © Pexels

Impariamo a centellinare le notizie per la nostra salute mentale.

Abbiamo chiesto qualche consiglio pratico a Valeria Locati, psicologa e psicoterapeuta, e autrice del blog Una psicologa in città. Dall’inizio dell’emergenza, Valeria sta fornendo spunti e consigli per pazienti e follower anche sul suo profilo instagram, sperando di essere di conforto ai molti che si sentono destabilizzati da questa improvvisa emergenza sanitaria.

“Proviamo la sensazione di dover sconfiggere la paura a tutti i costi, ma penso sia sacrosanto sentirsi preoccupati. Tuttavia, per evitare di trascorrere le nostre intere giornate in preda all’ansia, possiamo mettere in atto alcuni stratagemmi. Consiglio di definire fonti certe e attendibili e centellinare la lettura delle notizie. Si può per esempio stabilire di informarsi un paio di volte al giorno, alla mattina e alla sera, evitando di leggere compulsivamente dati e statistiche sul contagio.”

Riattiviamo le nostre risorse interiori…

“Noi non siamo cambiati in queste settimane: è cambiato il contesto, è cambiato quello che facciamo ed è cambiato il nostro umore. Ma non abbiamo perso le nostre risorse interne: dobbiamo recuperarle”, continua Locati. Quel che forse appare più difficile, in questa quarantena, è infatti ricordare in che modo gestivamo le piccole grandi difficoltà quotidiane prima del virus. “Cosa funzionava per gestire l’ansia o la tristezza? Telefonare a un amico? Rileggere un vecchio libro? Rivedere un film? Ascoltare musica? Praticare yoga? Sono strategie che possiamo attivare anche in questo momento per stare meglio”. Dobbiamo insomma trovare il modo di coccolarci, di volerci bene e di stare nella nostra zona di comfort, recuperando passatempi che amiamo.

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Per fronteggiare questo momento difficile, recuoeriamo vecchi passatempi, come la rilettura di libri che amiamo. © Pexels

…e ribaltiamo la prospettiva

E a chi prova disagio a dover indossare la mascherina, o a mantenere la distanza di sicurezza al supermercato, la psicologa rammenta che “La regola imposta è una cornice entro cui tutelarci, ma anche un’opportunità per agire”. Le persone si comportano infatti in modo passivo nei confronti del contagio, pensano di non poter fare nulla. Invece, “Scegliere consapevolmente l’isolamento, non uscire, rispettare le regole del decreto Cura Italia è il primo passo per comportarci in maniera attiva, facendo il bene di tutti. Si tratta di un ribaltamento di prospettiva forse difficile da capire quando si sta male, ma che è utile per farci sentire di avere potere sulle nostre vite”.

Inventiamo storie ad hoc per i più piccoli

E i genitori? Come possono gestire l’ansia e l’insofferenza dei bambini, costretti in casa, senza poter andare a giocare al parco o fare una passeggiata? “Se noi adulti siamo chiari e sinceri, i bambini ci seguono, sono capaci di grande adattamento. Possiamo raccontare loro una storia ad hoc che abbia come protagonista proprio il Coronavirus. Lo possiamo disegnare e raccontare loro che tutti, per proteggerci da questo personaggio e per non ammalarci, dobbiamo compiere azioni specifiche, come non uscire o lavare spesso le mani. Azioni che possono diventare rituali da compiere assieme, per rassicurarli”.

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Inventiamo storie ad hoc per i più piccoli, disegnando per loro il Coronavirus, vero e proprio personaggio da “sconfiggere”. © Pexels

Ricordiamo che si tratta di una prova che ci renderà più consapevoli e saggi

Questo momento difficile, così come è iniziato, avrà prima o poi una fine. Segnati nel profondo, al termine dell’emergenza saremo cambiati e un po’ più consapevoli del nostro ruolo e delle nostre responsabilità nei confronti del Pianeta. E forse, ci scopriremo anche più vicini a quei saggi antichi, in grado di trarre forza, almeno ogni tanto, dalla sola compagnia di se stessi.

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