Morbo di Parkinson: sintomi iniziali, cause e terapia

E’ una malattia progressiva del sistema nervoso. Circa l’uno per cento della popolazione sopra i sessanta anni ha il morbo di Parkinson. A rischio anche persone giovani.

I sintomi iniziali del morbo di Parkinson

Rigidezza alle braccia, gambe o collo; tremore di solito alle mani; lentezza e riduzione dei movimenti e instabilità posturali sono i sintomi principali del morbo di Parkinson che comunque si accompagna a depressione, demenza o confusione, deformità posturale, difficoltà nel parlare o nel deglutire, fuoriuscita di bava dalla bocca, vertigini da fermo, impotenza, frequenza nell’orinare e costipazione.

Diverse le diagnosi morbo di Parkinson

Quando rigidezza, tremore, lentezza dei movimenti e perdita dell’equilibrio dominano e il corso della malattia è lento, si verifica una perdita di neuroni pigmentati in nero in due aree del cervello: la substantia nigra ed il locus ceruleus. Conseguentemente alla perdita di neuroni nella substantia nigra c’è la perdita di dopamina, una sotanza che porta i messaggi da un neurone all’altro.

Quando nei primi stadi della malattia si presentano alcuni dei sintomi principali insieme ad altri sintomi; quando il corso della malattia è rapido e con una marcata invalidità entro cinque anni.

La malattia comprende diverse patologie tra cui la paralisi progressiva sopranucleare, la degenerazione cortico-basilare e
l’artrofia multisistemica. Le malattie relative al morbo di Parkinson differiscono in questo: sebbene ci sia una perdita di cellule nervose, i cambiamenti principali avvengono altrove.

Altre forma del morbo di Parkinson

Ci sono inoltre un certo numero di malattie che si presentano con sintomi parkinsoniani per le quali la causa è nota e che sono caratterizzate da una velocità di progressione differente. Questi disordini sono definiti Sindromi di Parkinson e includono molti piccoli danni ad avvelenamenti da manganese, monossido di carbonio e cianide. Le Sindromi di Parkinson includono il parkinsonismo dei pugili, una malattia professionale dei pugili che ricevono molti colpi alla testa.

Oltre ai disordini sopra citati, che sono permanenti, ci sono molte forme di parkinsonismo indotte da droghe che sono reversibili qualora si smetta di assumere tali sostanze.

Anche diversi farmaci, usati come tranquillanti, antidepressivi e per trattare anemie e nausea, possono essere fonte di sindromi di Parkinson.

Alcuni dei più noti farmaci sotto accusa sono:
Cloropromazina (Torazina), Fluephenzine (Prolixin), Haloperidol (Haldol), Metoclopramide (Compazine), Perfenazina (Mutabin),Proclorperazina (Stemetil),Cinnarizina (Cinazyn, Stugeron, Tomaliman).

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Terapia e cure

Il trattamento della malattia di Parkinson pone in primo piano la terapia farmacologica. Negli ultimi anni si sono però affermate anche varie metodiche chirurgiche. Inoltre si attribuisce sempre più importanza anche alla riabilitazione. I progressi compiuti dalla ricerca medica nella lotta contro il Parkinson devono essere conquistati con grande fatica, ragion per cui avvengono a piccoli passi.

La dieta per chi soffre di Parkinson?

  • Scegliere cibi con un basso contenuto di grassi saturi e colesterolo.
  • Scegliere cibi ad elevato contenuto di amido e fibre e basso tenore di zuccheri semplici.
  • Seguire le raccomandazioni per una corretta alimentazione nella popolazione generale in merito alla riduzione di grassi soprattutto di origine animale, di bevande ed alimenti ricchi di zuccheri e all’assunzione di adeguate porzioni di frutta e verdura.
  • Distribuire l’alimentazione nei tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) più due spuntini.
  • Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura come: vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che la frittura, la cottura in padella o bolliti di carne.
  • La levodopa andrebbe assunta 15-30 minuti prima dei pasti, se però causa nausea può essere presa insieme a una piccola merenda a basso contenuto proteico.

 

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