Un nuovo governo Conte, lo scioglimento delle Camere, o ancora un esecutivo di larghe intese. Le possibili soluzioni alla crisi di governo.

Si è aperta ieri, venerdì 29 gennaio, una nuova pagina della crisi di governo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso la strada della prudenza, evitando di conferire un nuovo incarico al presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte. Al contrario, è stato conferito un mandato esplorativo al presidente della Camera Roberto Fico.

Fico dovrà partire dalla maggioranza del governo Conte-bis

Quest’ultimo ha spiegato che la richiesta giunta da Mattarella ha dei confini ben precisi. Non cercare una qualsiasi possibile maggioranza parlamentare, quanto “una prospettiva a partire dai gruppi che sostenevano il precedente governo. Nei prossimi giorni sarò impegnato nel confronto con gli esponenti di queste forze politiche. Il momento è molto delicato per il Paese, siamo chiamati ad affrontarlo con la massima responsabilità per dare risposte urgenti che i cittadini attendono”.

Le consultazioni di Fico verranno avviate nel pomeriggio di oggi, sabato 30 gennaio. Si tratterà di colloqui piuttosto serrati: Mattarella ha chiesto infatti al presidente della Camera di tornare al Quirinale a riferire nella giornata di martedì.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella © Paolo Giandotti/ufficio stampa Presidenza della Repubblica

Naturalmente, anche qualora le forze politiche che hanno sostenuto l’ultimo governo Conte dovessero manifestare la volontà di continuare a lavorare insieme, non è affatto detto che a guidare il nuovo esecutivo sarà ancora l’avvocato pugliese. Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle deve dirimere la divisione interna tra chi, Alessandro Di Battista in testa, non vorrebbe più governare assieme a Italia Viva, il partito di Matteo Renzi che ha aperto la crisi, e chi invece non ha preclusioni.

La possibilità di un esecutivo “di unità nazionale”

Partito democratico e maggioranza del M5S rimangono per un Conte-ter. Mentre il centrodestra composto da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia ha chiesto a Mattarella di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. Cosa che potrebbe avvenire solamente se, martedì, Fico dovesse riferire al Colle che non ci sono le condizioni per garantire una maggioranza stabile ad un nuovo esecutivo.

Infine, un’altra opzione possibile è quella che implicherebbe una spaccatura nel centrodestra. Con Forza Italia che potrebbe far sapere di voler appoggiare un governo “di unità nazionale” o di “larghe intese” con almeno parte della maggioranza che ha sostenuto il Conte-bis. Si tratta però di un’ipotesi che travalica i confini del mandato esplorativo affidato a Fico. Nulla vieta però che Mattarella, in quel caso, possa immaginare di conferire un nuovo tentativo, stavolta allargato all’opzione di una coalizione ampia.