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Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Negli Appennini centrali sopravvive una delle specie più rare d’Europa: l’orso bruno marsicano. Una popolazione ridottissima – tra i cinquanta e i sessanta individui – che rappresenta allo stesso tempo un simbolo e una fragilità del nostro patrimonio naturale. A prendersene cura, da anni, è l’associazione Salviamo l’Orso che unisce ricerca scientifica, volontariato e sensibilizzazione territoriale.
Oggi il suo lavoro riceve un riconoscimento importante: il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025 nella categoria Defenders of the Wild, dedicata alla protezione delle specie più vulnerabili. Ad aggiudicarsi il premio è stato in particolare il progetto Bear Smart Landscape: un modello di prevenzione dei conflitti tra uomo e orso, basato su interventi pratici – recinzioni elettrificate, cassonetti anti-orso, frutteti messi in sicurezza – e su un lavoro costante con le comunità.
Il riconoscimento arriva in un momento complesso per la conservazione in Italia, tra perdita di habitat e nuove sfide di convivenza. Ed è proprio qui che Salviamo l’Orso lavora ogni giorno, nel cuore di uno degli ecosistemi più delicati della penisola.
Il lavoro dell’associazione attraversa i crinali dell’Appennino centrale, dove borghi, boschi e fauna selvatica condividono spazi e vulnerabilità. Qui l’orso è anche un elemento identitario che racconta il rapporto tra comunità umane e territori.
Il fotografo e panelist della giuria italiana Luca Locatelli, che ha documentato il lavoro della realtà finalista, racconta così ciò che ha osservato: “Quello che mi ha colpito di più è stato vedere come un territorio così selvaggio e allo stesso tempo armonico abbia imparato a condividere lo spazio con la propria fauna selvatica. […] Ho cercato di restituire non solo la bellezza degli Appennini, ma il delicato equilibrio fatto di cura, rispetto e responsabilità condivisa”.
Le sue immagini mostrano ciò che spesso non si vede: la pazienza dei volontari che verificano le fototrappole, la cura nell’installare recinzioni elettrificate per prevenire danni ai frutteti, la ricerca di soluzioni concrete per ridurre i conflitti.
L’orso bruno marsicano non è solo un animale iconico: è una sottospecie che esiste solo in Italia. La biologa Emanuela Evangelista, parte della giuria dei Defender Awards 2025, sottolinea come il lavoro dell’associazione vada oltre la tutela del singolo animale: “Salviamo l’Orso si occupa di proteggere una sottospecie ad altissimo rischio di estinzione. […] L’organizzazione opera in uno dei campi più difficili, urgenti e necessari: il ripristino ecologico”. Con rewilding si intende proprio questo: ricostruire equilibri alterati dall’uomo, restituendo continuità ecologiche ai territori. Qui il progetto Bear Smart Landscape gioca un ruolo centrale: non si limita a “salvare l’orso”, ma crea le condizioni perché l’orso possa continuare a vivere in questi territori senza conflitti.
Grazie al riconoscimento, Salviamo l’Orso potrà aprire una nuova sede in un’area finora difficile da raggiungere, estendendo la propria presenza in zone montane che richiedono mezzi adeguati e una logistica più complessa. Il supporto previsto dai Defender Awards – una Defender 4×4 per due anni, un fondo di 120mila euro erogabile in due anni e un supporto formativo a cura di professionisti esperti – permetterà di potenziare interventi sul campo e attività di sensibilizzazione con le comunità locali. Uno degli obiettivi principali sarà, infatti, quello di continuare a dialogare con le comunità locali, accompagnandole in un percorso di sensibilizzazione e coesistenza pacifica. Il premio consentirà, inoltre, di rafforzare il monitoraggio del territorio, così da individuare tempestivamente le minacce che potrebbero mettere a rischio la sopravvivenza della specie.
“Sono fiera e grata di aver fatto parte della giuria”, sottolinea l’attrice e Goodwill Ambassador Unicef Alessandra Mastronardi. “Troppo spesso il lavoro delle piccole Ong resta invisibile, ma è attraverso il loro impegno quotidiano che può nascere un cambiamento autentico e duraturo”. Una riflessione che rispecchia lo spirito dell’iniziativa Defender Awards che, nella sua prima edizione, ha raccolto centinaia di candidature in tutto il mondo. La shortlist finale ha incluso cinquantasei progetti in sei Paesi, suddivisi nelle categorie Defenders of the Land, Wild, Sea e Humanity.
L’Italia ha portato in finale otto iniziative: dai soccorsi faunistici di Atena odv in Romagna al lavoro di Cestha per la tutela delle tartarughe marine e degli habitat costieri; dalla rigenerazione rurale promossa da Rocciaviva tra Puglia e Basilicata ai nuovi boschi comunitari creati da Fondazione Sylva su terreni abbandonati o confiscati, solo per citarne alcune. Realtà diverse, unite dalla stessa cura nei confronti di territori fragili. Il premio nasce proprio per offrire a questo tipo di organizzazioni una piattaforma di visibilità e supporto di crescita, contribuendo a consolidare progetti che hanno un impatto reale e misurabile tanto sulla natura quanto sulle persone.
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