L’aviazione israeliana ha bombardato depositi di carburanti, una raffineria e un sito di trasporti e distribuzione di prodotti petroliferi, tutti situati nei dintorni di Teheran. È la prima volta che viene preso di mira, da parte delle forza israelo-statunitensi, questo tipo di obiettivi sul territorio iraniano.
Una nuvola nera e tossica rende l’aria irrespirabile a Teheran
Gli attacchi, come riferito dal New York Times, si sono concentrati nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo. Anche il ministro del Petrolio della Repubblica Islamica ha confermato i raid. Al di là degli obiettivi bellici, il risultato per la popolazione che vive nella capitale iraniana è un disastro ambientale. Secondo quanto dichiarato dal ministero degli Esteri di Teheran, ciò segna “una nuova pericolosa fase del conflitto e costituisce un crimine di guerra”.
CNN's Frederik Pleitgen reports from Tehran's Shahran oil depot, where thick black smoke rises behind him after a strike hit the facility. Iranian state media said fuel and oil storage tanks in several areas of the capital were targeted in Israeli and US strikes. CNN operates in… pic.twitter.com/pNCfO4ktub
La megalopoli, nella quale vivono quasi dieci milioni di abitanti, è avvolta in questo momento da una densa nube nera e tossica, conseguenza degli incendi divampati nei depositi dopo i bombardamenti. I roghi sono infatti stati particolarmente violenti: hanno i vigili del fuoco hanno dovuto per lunghe ore prima di riuscire a domare le fiamme.
Le fiamme hanno bruciato per ore: “Ho visto scendere pioggia nera
Ad essere colpiti sono stati in particolare i depositi di Shahran e di Aghdasieh, rispettivamente a nord-ovest e a nord-est di Teheran, così come una raffineria a sud della città e un altro sito a Karaj, a ovest. Secondo l’esercito di Israele, tali siti erano utilizzati per “fornire carburante alle forze armate dei Guardiani della rivoluzione”.
Ciò che è certo è che, per il momento, a pagarne le conseguenze è la popolazione civile. Una perturbazione sui cieli della città ha provocato infatti precipitazioni e gli abitanti hanno riferito un fenomeno anomalo: “La pioggia che è scesa era nera – ha affermato un ingegnere 44enne alla rivista Time -. Non potevo credere ai miei occhi. Perfino a Tajrish, a chilometri e chilometri di distanza dai depositi di carburante”.
Thick black clouds and oil‑saturated rain are shrouding Iran's capital this morning after major airstrikes hit refineries and storage sites south and west of the city. CNN's Fred Pleitgen reports. CNN operates in Iran only with government permission. pic.twitter.com/Cv0EEHDwom
Anche un inviato della Cnn, presente sul posto, ha confermato che le gocce di pioggia sono sature di petrolio.
A Teheran la popolazione parla di irritazioni, mal di testa, labbra e gole che bruciano
Ovunque la popolazione parla di un odore nauseabondo di petrolio bruciato. Balconi, davanzali, strade: tutto è colorato di nero, rendendo anche il paesaggio tetro e surreale. “È come se fosse stata spalmata una coltre nera. Abbiamo l’impressione che l’intera capitale sia sporca e ammalata”, ha commentato una donna, secondo quanto riferito dalla testata statunitense.
“Oggi – prosegue l’abitante di Teheran – sono stata in macchina per soli quindici minuti. Ora ho mal di testa. La pelle del visto è irritata e arrossata, specialmente le labbra. Mi brucia, così come gli occhi. E respirando ho l’impressione di inalare gas lacrimogeni. Continuo ad avere bisogno di schiarirmi la gola”.
La Mezzaluna Rossa: “Rischi di bruciature chimiche e gravi lesioni polmonari”
La Mezzaluna Rossa ha lanciato un’allerta alla popolazione della capitale e delle zone limitrofe. In particolare, ha spiegato che le piogge possono risultare “estremamente acide e pericolose”. Tanto da provocare “rischi di bruciature chimiche della pelle e gravi lesioni polmonari”. Come se non bastasse, riferisce il Guardian citando a sua volta l’organizzazione sanitaria, “la pioggia potrebbe infiltrarsi nelle dighe di Teheran, contaminando anche l’acqua potabile distribuita nella città”.
La nuvola di fumo è infatti intrisa di agenti nocivi come idrocarburi, biossido di zolfo e ossidi di azoto. La sola inalazione di gas tossici,ricorda in proposito il Financial Times, può essere ancor più pericolosa del contatto con la pioggia. Secondo alcuni esperti, inoltre, le conseguenze dei bombardamenti potrebbero andare ben al di là del territorio iraniano: i venti potrebbero spostare la nube tossica verso l’Asia centrale, e proseguire successivamente fino a raggiungere la Cina.
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