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Come ci giudicheranno le generazioni future? Bene, se ci impegniamo per lasciare un mondo più sano e pulito. Solo così saremo buoni antenati.
Quello che sappiamo delle generazioni passate dipende da ciò che ci hanno lasciato: racconti, documenti, oggetti. Attraverso queste testimonianze, ricostruiamo e giudichiamo la loro vita e le loro abitudini: è questo che rende affascinante la Storia, molto più delle date delle grandi battaglie. Ma se è così, se giudichiamo i nostri antenati da ciò che ci hanno lasciato, cosa impedirà ai nostri pronipoti di fare lo stesso? Cosa penseranno di noi, dell’inquinamento che abbiamo prodotto, dei rifiuti gettati nelle discariche e in mare, delle nostre abitudini di consumo, che hanno favorito il riscaldamento globale? Insomma, ci giudicheranno dei buoni antenati? Cosa dobbiamo fare per diventarlo?
Da queste riflessioni è partito il progetto ideato da LifeGate Come essere un buon antenato, un corso di formazione in tre fasi realizzato da Pastificio Garofalo con l’obiettivo di sensibilizzare gli abitanti del territorio di Gragnano, dove l’azienda opera dal 1789. L’idea di fondo è stata quella di mettere a confronto due generazioni diverse eppure legate tra loro, quella dei “nonni” e quella dei “nipoti”, in modo che gli antenati di oggi, con la loro saggezza ed esperienza, passassero il testimone agli antenati di domani, ovvero i giovanissimi, per costruire un mondo più pulito e sostenibile. Consapevoli che passato e presente debbano parlarsi, se vogliamo realizzare un futuro più sostenibile per tutti.
Il progetto si ispira all’opera omonima del filosofo Roman Krznaric, secondo cui la nostra cultura vive nel breve termine, cerca gratificazioni immediate e tratta il futuro come uno spazio senza abitanti. Per affrontare la crisi climatica serve invece ragionare sul lungo periodo, e chiedersi quale sia il nostro reale impatto sul Pianeta. “Dobbiamo diventare dei buoni antenati”, afferma l’autore, “perché, fino ad ora, le azioni dell’uomo non sono mai state così potenzialmente dannose per le generazioni future”. Per questo è necessario agire il più in fretta possibile, con iniziative che aiutino a cambiare prospettiva e a modificare i comportamenti quotidiani più impattanti. Un esempio è proprio il progetto di Pastificio Garofalo e LifeGate.
L’iniziativa ha coinvolto due classi dell’Istituto scolastico paritario Santa Croce di Gragnano, per un totale di una quarantina di studenti tra i 16 e i 19 anni e una decina “senior”. La scelta è avvenuta grazie a un questionario scritto da LifeGate con domande mirate sulla sostenibilità, rivolte a una selezione di “over 60” disposti a confrontarsi con i ragazzi.
Le prime due fasi del progetto si sono svolte a scuola, con studenti e senior che hanno condiviso gli stessi banchi. Durante la prima fase preparatoria, gli educatori selezionati da LifeGate hanno proiettato una video‑intervista a Roman Krznaric, per introdurre concetti chiave per la discussione come quello di “cervello marshmallow”, che cerca la gratificazione immediata, che deve essere bilanciato dal “cervello ghianda”, quella facoltà mentale capace di essere più consapevole e lungimirante.
Durante la seconda fase, più esperienziale, i partecipanti hanno lavorato insieme su esercizi di visualizzazione tratti dal libro, come quello della benda: immaginare il mondo che si vorrebbe senza sapere in quale generazione si nascerà. L’obiettivo è creare un terreno comune, stimolare empatia e preparare entrambi i gruppi a un confronto capace di generare impegno condiviso sulle sfide ambientali.
Il terzo momento si è svolto negli uffici di Pastificio Garofalo, in due mattinate consecutive. Guidati dalla moderazione di LifeGate, giovanissimi e senior si sono confrontati su alcuni temi fondamentali: spreco, emissioni, economia circolare e rapporto con il territorio. I partecipanti sono stati divisi in quattro tavoli di lavoro e grazie a domande mirate, ogni gruppo ha dibattuto per identificare soluzioni sostenibili basate sulle scelte quotidiane. Alla fine, i gruppi hanno condiviso i risultati su come diventare buoni antenati.
Al termine del percorso, gli obiettivi del progetto sono stati raggiunti: i ragazzi sono stati stimolati a ragionare sul lungo periodo, su come diventare dei buoni antenati per chi verrà dopo di loro, arrivando indirettamente a sensibilizzare, una volta a casa, anche le loro famiglie; i senior sono stati da esempio, hanno condiviso le proprie esperienze, ma hanno anche potuto riflettere su cosa hanno fatto e su cosa è ancora possibile migliorare. Tutti i partecipanti, insieme, sono stati proiettati verso il futuro e le generazioni che arriveranno. Lo scambio intergenerazionale messo in atto durante il percorso ha aiutato i ragazzi a focalizzare il legame con chi li ha preceduti, a chiedersi se questi, a loro volta, abbiano agito come buoni antenati, a ricostruire una fotografia delle azioni del passato per capire cosa c’era di buono, cosa è andato perso nel tempo e cosa si può rivalutare per fronteggiare le sfide ambientali e sociali della nostra epoca.
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