Arredamento e Design

Cosa c’è di bello nel design di carta e cartone

Sostenibili, riciclabili, i mobili in carta e cartone sono usciti finalmente dall’immagine povera e di scarsa qualità estetica che avevano in passato. Sono diventati belli.

I mobili in carta e cartone sono sostenibili perché riciclabili o perché già ottenuti da cartoni derivati dal riciclo della carta. Rispetto al passato, oggi sono anche belli. Sono prodotti realizzati con tecnologie evolute che non contengono collanti perché i loro sistemi di assemblaggio avvengono per incastro e piegatura, declinati in mille varianti intelligenti dai designer che con questo materiale progettano qualsiasi tipologia di prodotto, spaziando dal design all’architettura.

Perché gli arredi di carta e cartone sono sostenibili

L’utilizzo del cartone nel settore dell’arredamento e del design è cominciato molti anni fa con prodotti sperimentali, come la notissima Wiggle chair disegnata dall’architetto Frank O. Gehry e prodotta da Vitra nel 1972, che hanno destato l’interesse e la curiosità del pubblico quando la discussione sul tema del riciclo era solo all’inizio.

cartone libreria b-trade
Libreria Farnia, B-Trade

Da allora, i mobili di cartone hanno fatto molta strada e hanno conosciuto una buona diffusione e impiego. Nei paesi industrializzati è aumentata la sensibilità e l’attenzione al riciclo della carta, insieme alla necessità di comunicare. Al contempo, questi prodotti hanno acquisito una notevole qualità estetica, perdendo quell’immagine di “oggetti transitori”, talvolta un po’ tristi. Oggi si può essere virtuosi nelle scelte sostenibili senza venir meno all’esigenza di avere in casa propria oggetti belli e di qualità. Ciò che è sostenibile deve essere anche bello.

Un po’ di storia del design di carta

Nel 2011, nelle sale del Museo diocesano di Milano, è andata in scena la mostra Vivere e pensare in carta e cartone tra arte e design promossa dal Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi (Comieco). I linguaggi espressivi di 23 designer internazionali hanno dato vita all’estetica della carta. In quel caso il design si declinava in oggetti nomadi, minimali, capaci di generare nuove forme di socialità, ma anche ricchi di anima e sentimento, capaci di generare emozioni attraverso nuove forme e nuove tecnologie di produzione, come il taglio al laser, ma anche con antiche lavorazioni rivisitate in chiave moderna, come la cartapesta. Il design, sia ispirato alla tradizione, sia attento alle tecnologie più evolute, offre oggi al consumatore esigente che sceglie prodotti sostenibili un’ampia scelta di oggetti, complementi d’arredo e mobili durevoli e di qualità. La sostenibilità, ad esempio, è il tema portante della produzione degli oggetti e complementi d’arredo per la casa in carta di Essent’ial, uno dei marchi più propositivi e sperimentali che utilizza fibra di cellulosa e cartone.

“La mia idea — dice Albano Ghizzoni, fondatore del marchio Essent’ial creato nel 2006 — è quella di creare una linea di prodotti sostenibili, dal design curato, dove scelta dei materiali e lavorazione siano il risultato di un comportamento responsabile. Sostenibilità, riutilizzo e design sono le parole chiave del progetto che sto portando avanti con prodotti nei quali la scelta di materiali e lavorazione avviene nel pieno rispetto dell’ambiente. Riciclare è per me un concetto, un elemento base dell’educazione. Noi l’abbiamo sposato in pieno anche con i nostri concetti aziendali”.

Leggerezza e facilità di montaggio

Ondulato o alveolare, il cartone è un materiale leggero. Il cartone ondulato è costituito da due superfici di carta piana che racchiudono al loro interno una carta ondulata. L’azione combinata delle superfici piane con l’onda interna conferisce al materiale rigidità e resistenza. Come il cartone alveolare, così chiamato perché la sua struttura interna ricorda quella di un alveare, è un materiale estremamente facile da lavorare, tagliare, modellare, fresare, assemblare e quindi molto versatile nei suoi impieghi. Ma non tutti gli arredi di cartone sono leggeri.

La leggerezza è un requisito indispensabile per gli arredi e gli accessori di cartone temporanei, utilizzati in fiere, mostre, congressi , caratteristica determinante per garantire velocità di trasporto e facilità di assemblaggio. Ma leggerezza e facilità di montaggio non sono i requisiti primari quando si tratta di prodotti d’arredo per la casa, i negozi o gli uffici. In questi casi solidità, stabilità e resistenza sono le prerogative principali richieste a tavoli, sedie, librerie in cartone strutturati per durare nel tempo. La versatilità del cartone sta anche in questa sua capacità di rispondere a esigenze d’uso così diverse.

Resistenza e durata

Che il cartone sia un materiale non resistente e non durevole è una leggenda da sfatare, nel caso qualcuno ancora ci credesse. I cartoni di prima qualità sono in grado di reggere pesi elevati, alcune sedie, ad esempio, sostengono fino a due quintali di peso. Bisogna accertarsi, prima dell’acquisto, che i dati di resistenza siano dichiarati per essere garantiti sulla qualità del prodotto.

Molo Design
Softseating, softwall, softblock con cartone alveolare. Molo Design

“Mi piace dire che Kubedesign fa architettura in cartone”, afferma Nazareno Mengone, giovane imprenditore con la passione per i mobili in cartone. “Tutti i nostri articoli sono realizzati in materiali industriali di alto livello e completamente paragonabili a quelli in materiali tradizionali sia per quanto riguarda la resistenza che la durata.  La nostra mission è quella di creare un design in cartone sempre più emozionale che possa caratterizzare e dare anima all’ambiente”. E con il cartone si può fare davvero di tutto, anche costruire architetture.

Come dimostra l’architetto giapponese Shigeru Ban vincitore del Pritzker Prize nel 2014 – il più prestigioso premio internazionale d’Architettura – per le sue opere costruite in materiali riciclati, destinate a ospitare i profughi della miseria e delle guerre civili, e le vittime dei disastri naturali. Shigeru Ban con il cartone ha anche costruito la Cattedrale di Christchurch, in Nuova Zelanda. Un’opera poetica costruita con migliaia di tubi in cartone riciclato compresso, capace di accogliere 700 persone e in grado di resistere per oltre vent’anni. Nella grande facciata frontale sono inseriti vetri triangolari policromi che richiamano le vetrate gotiche della cattedrale pre-esistente distrutta dal terremoto nel 2011. Shigeru Ban è anche autore della Paper Concert Hall, una sala concerti da 230 posti a sedere, a L’Aquila nel 2011, un edificio ecosostenibile con struttura in acciaio e rivestimenti di sacchi d’argilla espansa rivestiti da cartone precompresso.

È stata fatta molta strada, dunque, in questi anni rispetto alle prime proposte di prodotti in cartone e la realtà della produzione ha superato luoghi comuni, timori e perplessità rispetto alle prestazioni del materiale, alla sua resistenza, durata, obsolescenza e qualità estetica. La tecnologia in continua evoluzione e la ricerca sperimentale delle aziende del settore fanno pensare che il futuro di questo materiale ecologico possa riservare novità sorprendenti.

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