Quale futuro per il solare indiano dopo la vittoria di Modi

Il partito del futuro primo ministro indiano Narendra Modi ha fatto sapere che continuerà a puntare sull’energia solare per garantire a tutta la popolazione l’accesso all’elettricità.

I risultati delle elezioni in India diffusi il 16 maggio hanno stabilito che Narendra Modi sarà il nuovo primo ministro. Ma cosa significa questa vittoria per il clima?

 

Nonostante sia un luogo comune pensare che i conservatori siano contro le rinnovabili e la sostenibilità, Bloomberg ha riportato le affermazioni di sostegno di Narendra Taneja, responsabile energia del Partito popolare indiano (Bharatiya janata party, Bjp) quello che sostiene Modi.

 

“Guardiamo al solare come a un potenziale in grado di trasformare in modo radicale il settore energetico” ha detto Taneja.

 

Secondo il programma del Bjp, l’obiettivo è investire sull’energia solare per portare almeno una lampadina in ogni casa del subcontinente indiano entro il 2019. Oggi sono ancora 400 milioni le persone che non hanno accesso all’elettricità, quasi quanto l’intera popolazione dell’Unione europea.

 

Il piano di cinque anni, secondo quanto dichiarato da Taneja, dovrebbe consentire a tutte le famiglie indiane di accendere due lampadine, una cucina elettrica e un televisore. Inoltre aumenterebbe l’occupazione e renderebbe autonome tutte quelle regioni che ancora non raggiunte dalla rete elettrica.

 

Da governatore dello stato del Gujarat, Narendra Modi è stato il primo nel 2009 a dar vita a un piano di incentivi per il solare su larga scala.

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