Esplode il caso “obesi” negli Usa

La percentuale di obesi “born in Usa” aumenta e i più colpiti sono i bambini.

Il Junk food (cibo spazzatura) trionfa, ma
ora studi scientifici stanno accertando fenomeni di dipendenza
causati da questi prodotti alimentari. Un fatto che sta provocando
una crisi di rigetto.

A New York si discute per creare la “fat tax” (tassa sul grasso),
per i fast food e la pubblicità che li promuove. Ma si muove
anche la gente. Associazioni di genitori fanno campagna contro le
macchine automatiche nelle scuole. Nel mirino merendine e bibite
gassate (piene di zuccheri e grassi), causa di molti problemi
alimentari nei più giovani (specialmente il diabete).
Anche grandi e medie imprese lanciano campagne di cultura
alimentare tra i dipendenti per fargli capire i pericoli del cibo
spazzatura, spesso utilizzato negli intervalli di pranzo.
Le malattie dell’obesità sono in aumento vertiginoso e
così anche i costi delle assicurazioni private, che in
America sono il fulcro dell’assistenza sanitaria. Ma soprattutto si
stanno movendo le lobby degli avvocati e le associazioni dei
consumatori. La legge in America costringe le aziende in torto a
indennità punitive con rimborsi in denaro spesso elevati. La
sua efficacia è già stata provata sull’industria del
tabacco.

Aria di tempesta per i potenti fast food americani. La
McDonald´s è già stata citata in giudizio da un
gruppo di adolescenti newyorchesi obesi. E arrivano i primi segnali
di svolta: l’ annuncio di riduzione negli acquisti di carni da
allevamenti che trattano antibiotici e l’inaugurazione di nuovi
prodotti più “naturali”. Se le ricerche scientifiche sul
fast food confermeranno forme di “dipendenza” che renderanno certi
cibi come le droghe o la nicotina delle sigarette, la situazione
dovrebbe rapidamente cambiare.

Quando su hamburger pollo fritto e patatine “made in Usa” vedremo
scritto: “Questo cibo provoca obesità, malattie cardiache e
diabete”, oppure “Questo genere di alimento produce dipendenza”, il
cerchio si chiuderà. E’ proprio come avvenne per la messa in
guardia contro il cancro obbligatoria sui pacchetti di sigarette,
sarà l’inizio di un ciclo virtuoso. Sarebbe una vittoria
spettacolare per associazioni ambientaliste, consumatori salutisti
e alter-global che da anni si battono negli Usa contro questo
“inquinamento alimentare”.

Francesco Aleo

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