Investimenti sostenibili

Dall’Etiopia al Mozambico, sviluppo ed energie pulite vanno a braccetto

Arrivano da Etiopia e Mozambico i due progetti più innovativi per finanziare il contrasto al cambiamento climatico e, così, aiutare lo sviluppo sostenibile.

Finanziare le misure di contrasto al cambiamento climatico significa fare qualcosa di concreto per il territorio e per chi lo abita. Soprattutto nei paesi del sud del mondo, che spesso sono quelli che pagano il prezzo più salato di uno sviluppo sconsiderato e sordo alle esigenze del pianeta. Il concorso Best Climate Practices Award ha scelto le due idee più lungimiranti ed efficaci, che arrivano entrambe dall’Africa. Per la precisione, da Mozambico ed Etiopia.

Le stufe da cucina eco-fiendly in Mozambico

Tra Maputo, capitale del Mozambico, e la città di Pemba, all’estremità settentrionale del paese africano, prende vita il progetto “Carbon Finance per famiglie in Mozambico”. L’obiettivo è quello di promuovere l’efficienza energetica, la tutela delle risorse naturali e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Il mezzo sembra fin troppo semplice: stufe da cucina ad alta efficienza energetica, che rimpiazzino le vecchie (e inquinanti) stufe a carbone. Per finanziarle si impiegano i ricavi generati dai crediti di emissione. Tra il 2014 e il 2015 il progetto ne ha già distribuite 5.000 ad altrettante famiglie. Ma non è finita qui, perché sta già pianificando la fase 2 con altre 6.500 stufe. Una parte di esse sarà prodotta proprio in Mozambico, in modo tale da trasferire alla popolazione preziose competenze professionali.

In Etiopia, il microcredito è al servizio delle energie pulite

Si incentra invece sul microcredito il secondo progetto vincitore, che prende il nome di Promozione delle energie pulite in Etiopia tramite la micro-finanza. Per un periodo di trenta mesi, dal 2017 al 2017, la società di consulenza Gaia Consulting fornisce supporto e consulenza tecnica a tre diversi istituti finanziari etiopi. Questi ultimi, così, arricchiscono il proprio portafoglio di micro-prestiti con prodotti finanziari specifici con cui famiglie e piccole e medie imprese possono acquistare impianti a energia pulita. Tutto ciò in un paese in cui le famiglie più povere cucinano ancora con la legna da ardere e gli scarti agricoli. E l’accesso all’energia è costoso, a macchia di leopardo e spesso legato a fonti fossili molto inquinanti. Si tratta di un progetto scalabile e replicabile, che già oggi raggiunge ben 130mila persone. Punto ancora più interessante, 82mila di loro sono donne.

Un premio alle idee migliori per finanziare il clima

Ampliare l’accesso al finanziamento per il clima”: è questo il tema scelto per l’edizione 2016 del concorso Best Climate Practices Award. A promuoverlo è l’International Center for Climate Governance (Iccg), un think tank sui cambiamenti climatici promosso da Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem) e Fondazione Giorgio Cini. Al concorso hanno partecipato 14 candidati, molto diversi tra loro, che sono stati sottoposti prima al voto del pubblico e poi alla valutazione di una giuria internazionale di esperti. Proprio per rendere giustizia a una simile eterogeneità, nella cerimonia dello scorso 28 novembre a Milano per la prima volta sono state premiate due realtà diverse. Per giunta, sono state assegnate anche due menzioni speciali.

 

Foto in apertura: Eric Lafforgue/Art in All of Us/Corbis via Getty Images

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