Investimenti sostenibili

Fintech, cos’è la rivoluzione della finanza e come aiuta lo sviluppo sostenibile

Banche, finanza e assicurazioni stanno vivendo una vera e propria rivoluzione. Si chiama fintech e potrebbe darci una mano a costruire un mondo più giusto.

Fintech. Una parola che magari, ai non addetti ai lavori, non dirà molto. In realtà, però, questo termine altro non è che un ombrello che racchiude una miriade di fenomeni destinati a cambiare completamente volto al mondo dell’economia e della finanza, così come l’abbiamo sempre conosciuto. Cosa ancora più interessante, è in grado di dare una spinta fondamentale a uno sviluppo più sostenibile, giusto ed equo.

Cos’è il fintech: una definizione

“Fin” come finanza, “tech” come tecnologia. Il fintech è la digitalizzazione del sistema bancario e finanziario, che consente di fornire, tramite internet, servizi finanziari vecchi e nuovi. Un grande calderone in cui ci sono strumenti che prima o poi abbiamo sperimentato tutti, come l’home banking e i sistemi di pagamento elettronico. Ma anche esperimenti più pionieristici: i servizi di analisi dei dati sempre più avanzati, il mobile payment, i prestiti peer-to-peer, le valute virtuali (la più celebre è il bitcoin), il crowdfunding.

Come cambiano banche, assicurazioni, pagamenti

Rispetto al passato, si amplia a dismisura il numero di aziende, imprenditori e startup che possono dire la loro, sviluppando un’idea innovativa e facendola conoscere al grande pubblico. Tutte queste realtà, però, hanno qualcosa in comune: fanno leva sulle nuove tecnologie, e sulla diffusione pervasiva di internet, per snellire i tradizionali processi bancari e offrire servizi nuovi, più veloci, dinamici e personalizzati. Le persone, d’altra parte, sono ormai abituate a piattaforme come Facebook, Amazon e Google, in cui il cliente è al centro. Ciò significa che si aspettano lo stesso approccio anche quando hanno bisogno di un prestito, devono fare un pagamento o stipulare un’assicurazione.

Fintech cambia banche, finanza, assicurazioni
Il fintech è destinato a cambiare volto a banche, finanza e assicurazioni. Fonte: PwC

Quanto vale il fintech in Europa e nel mondo

L’evoluzione, com’è facile immaginare, è rapidissima. PricewaterhouseCoopers ha provato a scattarne una fotografia, con un report pubblicato nel mese di marzo del 2016. Le startup del fintech – si legge – hanno rastrellato ben 12 miliardi di dollari di finanziamenti nel 2016, una cifra più che raddoppiata rispetto all’anno precedente. Le istituzioni finanziarie tradizionali, di fronte a questo boom, tremano. La stragrande maggioranza degli oltre 500 addetti ai lavori interpellati da PwC ritiene che il settore di banche e pagamenti pagherà a caro prezzo le conseguenze di quest’innovazione dirompente. Dall’altro lato, ci sono tante opportunità da cogliere. Per un istituto finanziario, scoprire le nuove tecnologie significa ridurre i costi, ampliare e diversificare la gamma di prodotti da offrire ai clienti, essere più vicini alle loro esigenze (e, quindi, assicurarsi la loro fedeltà) e, magari, anche incassare di più.

Fintech e sviluppo sostenibile
Il legame tra fintech e sviluppo sostenibile. Fonte: Unep

Il digitale al servizio dello sviluppo sostenibile

Ma questa rivoluzione tecnologica può aiutare lo sviluppo sostenibile? Sembra proprio di sì, stando all’Unep, il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite. È arrivato il momento – si legge in un recente studio – di allineare il sistema finanziario con la necessità di costruire un sistema più inclusivo e sostenibile. Raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sdgs) infatti significa garantire l’accesso al credito alle persone più fragili e a basso reddito, raccogliere i capitali necessari per finanziare infrastrutture green, lottare contro la corruzione, integrare considerazioni ambientali e sociali nelle decisioni di investimento e molto altro. Tutto questo ha un costo salato: le stime dicono che ci vorranno, a livello globale, tra i 5 e i 7mila miliardi di dollari l’anno.

È proprio qui che entra in gioco il fintech. Le nuove tecnologie possono permettere l’accesso alle banche anche a quelle comunità isolate e povere che finora ne erano escluse. Possono migliorare la trasparenza, la tracciabilità e la condivisione delle informazioni tra imprese, enti pubblici e cittadini. Possono permettere di analizzare i dati in modo molto più accurato, per costruire un sistema economico e finanziario più sicuro e stabile. Possono abbassare i costi dei servizi per i cittadini. Possono incrementare la concorrenza in mercati in cui, finora, il potere è stato in mano a pochi. Non sarà certo un percorso facile, continua l’Unep. Ma nel mondo si inizia già ad assistere a tante storie positive, di sviluppo e inclusione. Che, se ben indirizzate e sostenute, potrebbero diventare la norma.

 

Foto in apertura © Peopleimages
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