Il documentario che mostra come i cambiamenti climatici stanno inondando Giacarta

Il degrado ambientale causa inondazioni sempre più frequenti del fiume Ciliwung. L’indonesia ha quindi progettato di trasferire con la forza le comunità che abitano le sue sponde.

Giacarta, capitale e città più popolosa dell’Indonesia, sta affrontando enormi sfide ambientali come molte altre megalopoli in espansione. L’elevata crescita della popolazione, l’aumento dei prezzi delle case e la scarsità di terreni sono i fattori che hanno ridotto la disponibilità di alloggi abbordabili in città. Una situazione che ha costretto milioni di persone a vivere in insediamenti di fortuna: le baraccopoli. Molte di queste si trovano lungo il fiume Ciliwung, uno dei corsi d’acqua più inquinati di Giacarta che esonda almeno una volta all’anno causando danni considerevoli, la morte di numerose persone e la perdita di miliardi di dollari.

I fattori principali che contribuiscono all’aumento delle inondazioni sono due: gli insediamenti umani lungo il fiume che causano il consumo della terra e l’aumento di rifiuti e i cambiamenti climatici.

 

L’intensa attività edilizia ha trasformato intere foreste e appezzamenti di terra in zone asfaltate ed edifici in cemento, rendendo impermeabili quelle aree che prima erano in grado di assorbire l’acqua. Il livello del fiume ha continuato a crescere anche perché utilizzato come discarica dove vengono gettati rifiuti domestici, industriali e agricoli. Tutto questo ha peggiorato l’inquinamento dell’area portando all’aumento del livello dei sedimenti del fiume, che si traduce nella riduzione della capacità di drenaggio.

 

Con il 40 per cento della sua area totale al di sotto del livello del mare, Giacarta è, per natura, vulnerabile agli eventi meteorologici estremi causati dai cambiamenti climatici. L’intensità e la frequenza delle precipitazioni sono aumentate in modo costante, inasprendo il problema del drenaggio: le forti piogge che cadono nelle aree “impermeabili” aumentano la portata del fiume Ciliwung e di conseguenza l’intensità delle inondazioni.

 

Il governo ha inserito la prevenzione delle inondazioni tra le priorità della sua agenda, infatti, è stato inaugurato nel 2013 il Ciliwung river normalisation programme. Oltre all’ampliamento del letto del fiume e alla costruzione di strade asfaltate su entrambe le sponde per evitare lo stanziamento di nuove persone, il piano prevede lo spostamento forzato delle comunità che vivono lungo gli argini, in abitazioni sovvenzionate a basso costo.

 

Il progetto è stato definito senza la partecipazione attiva della comunità, trascurando perciò i bisogni economici e sociali delle persone coinvolte.

 

Gli abitanti delle sponde del fiume Ciliwung hanno negli gli anni formato una forte identità condivisa, in un ambiente dove il confine tra privato e pubblico è spesso non definito. “Facciamo tutti parte di una grande famiglia”, si sente spesso dire loro. La comunità teme infatti che il sistema di interazioni sociali basato sulla struttura di un villaggio tradizionale non potrà essere mantenuto negli alloggi forniti dal governo. Ad esempio, dato che la maggior parte dei residenti conduce attività commerciali che rientrano nell’economia informale e che vengono svolte all’interno delle loro abitazioni, la comunità teme che vivendo in condomini non riuscirà a portare avanti la propria professione.

 

Con l’aiuto dell’organizzazione non governativa Ciliwung Merdeka, la comunità ha progettato una casa verticale che, se verrà approvata, sarebbe più vicina ai loro bisogni. Il suo design rende il terreno più resistente alle inondazioni, utilizza materiali ecosostenibili, fa sì che l’economia informale continui a esistere rispettando lo spazio sociale dei villaggi tradizionali. Tuttavia, non è ancora detto che le autorità indonesiane siano pronte ad accettare questo tipo di partecipazione nello sviluppo urbanistico della città.

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