Investimenti sostenibili

Il fondo sovrano della Norvegia dice addio a Duke Energy

Duke Energy è sotto accusa per i gravi danni ambientali nei suoi impianti a carbone in North Carolina. E il fondo sovrano della Norvegia la taglia fuori.

Il fondo sovrano della Norvegia non investirà più i propri capitali in Duke Energy. La drastica decisione, spiega l’agenzia Reuters, è stata presa dalla banca centrale norvegese e dal Comitato Etico, che puntano il dito contro le presunte violazioni delle normative ambientali presso alcune centrali a carbone della compagnia americana.

 

Come funziona il fondo sovrano della Norvegia

Un fondo sovrano altro non è che un fondo di investimenti gestito dalla pubblica amministrazione. È uno strumento molto utile soprattutto per gli Stati che esportano molto e che quindi possono disporre di parecchia liquidità.

Il fondo sovrano della Norvegia è uno dei più grandi al mondo: ad oggi, gestisce addirittura 790 miliardi di euro e detiene quote di oltre 9 mila società. A distinguerlo dagli altri è la sua spiccata impronta etica. Il fondo infatti è gestito dalla banca centrale norvegese e da un Comitato etico. Quest’ultimo ha stabilito determinati criteri di responsabilità sociale e ambientale, per poi stilare la “lista nera” delle aziende che non li soddisfano. E in cui, quindi, il fondo sovrano non può investire.

 

Un impianto a carbone di Duke Energy in North Carolina.
Un impianto a carbone di Duke Energy in North Carolina. Foto di Rolf Schulten/ullstein bild via Getty Images

 

Perché Duke Energy è stata esclusa

La decisione di escludere Duke Energy (con le sue sussidiarie Duke Energy Carolinas, Duke Energy Progress ed Energy Progress Inc)  non va sottovalutata: stiamo infatti parlando della più grande utility energetica statunitense. Alla fine del 2015 il fondo sovrano norvegese deteneva una quota pari a 360 milioni di euro, che però è stata ceduta.

A preoccupare il Comitato Etico sono le controversie relative ad alcuni impianti a carbone in North Carolina: Duke Energy è accusata di aver riversato nei corsi d’acqua i residui tossici della combustione nelle centrali a carbone, provocando gravi danni ambientali. Diverse sentenze hanno già obbligato Duke Energy a pagare pesanti sanzioni e a riparare i danni. Ma, obietta il Comitato Etico del fondo sovrano, per bonificare i corsi d’acqua ci vorranno almeno dieci o quindici anni.

 

Foto di apertura © Davis Turner/Getty Images

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