Gaza, 5 ore di tregua dopo giorni di bombe

La tregua umanitaria tra Israele e Hamas in vigore per cinque ore dopo nove giorni di raid aerei e lanci di razzi, è terminata.

Dopo il tentativo fallito del 15 luglio di stabilire una tregua dai bombardamenti sulla striscia di Gaza e dal lancio di razzi verso le città israeliane, Hamas e Israele hanno concordato un cessate il fuoco di almeno cinque ore, cominciato alle 9 di oggi (17 luglio). La decisione è stata presa dopo le pressioni delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali preoccupate dalla situazione in continuo peggioramento.

 

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L’obiettivo è cercare di soccorrere i feriti e portare aiuti umanitari urgenti alla popolazione palestinese stremata dal conflitto. L’esercito israeliano, però, ha già fatto sapere alla Bbc che risponderà immediatamente nel caso si verificassero attaccati durante la tregua come riportato nel tweet del corrispondente Quentin Sommerville:

 

 

Finora sarebbero stati sparati verso Israele 1.260 razzi che, da quando la situazione è precipitata, hanno causato una vittima tra i civili. I raid israeliani sulla striscia di Gaza sono stati almeno 1.750 da quando, l’8 luglio, è cominciata l’operazione militare Margine protettivo. Secondo gli ultimi aggiornamenti del ministero della Salute di Gaza, i morti palestinesi sarebbero 227, tra cui 25 donne e 40 bambini.

Una delle notizie più forti e sconvolgenti di questi giorni di violenze, è l’uccisione di quattro bambini palestinesi tra i 9 e gli 11 anni che stavano giocando su una spiaggia di Gaza il 16 luglio, vicino all’hotel Al-Deira frequentato soprattutto da giornalisti internazionali. Per questo, molti hanno avuto modo di documentare il fatto in diretta e di seguire i funerali che si sono tenuti nelle ore successive. L’agguato è arrivato dal mare, da una nave militare israeliana che non avrebbe sparato nessun colpo di avvertimento tanto che alcuni giornalisti avrebbero cercato di far capire ai soldati che si trattava “solo di bambini”. Il presidente israeliano Shimon Peres ha chiesto scusa per la morte dei quattro bambini in un’intervista rilasciata alla Bbc: “è stato un incidente”.

 

Nelle ore precedenti, nelle notte tra il 15 e il 16 luglio, Israele aveva lanciato volantini dai cieli di Gaza per chiedere alle decine di migliaia di palestinesi che vivono nelle zone “incriminate” (perché identificate come quelle da cui provengono i razzi di Hamas) di lasciare le loro case per evitare di essere coinvolti nei bombardamenti aerei.

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