Investimenti sostenibili

Olio di palma e deforestazione, Hsbc avvia un’indagine

Una grande banca che avvia un’indagine, per accertarsi di non aver finanziato la deforestazione in Indonesia. L’ha deciso Hsbc; non era mai successo prima.

Per la prima volta in assoluto, una grande banca dà il via a un’indagine per assicurarsi di non aver contribuito alla deforestazione, finanziando i colossi dell’olio di palma. Questa decisione storica è stata presa da Hsbc, la più grande banca europea. E a finire sotto la lente di Rspo (la Tavola rotonda per l’olio di palma sostenibile) sarà Noble Plantation, che opera in Indonesia.

La campagna di Greenpeace

Tutto nasce da Dirty Bankers, un rapporto di Greenpeace pubblicato a gennaio, che accusa HSBC di aver prestato centinaia di milioni di dollari ad alcune società che operano nel settore dell’olio di palma in Indonesia e che, secondo l’ong, sono da ricollegare ad alcuni dei risvolti più drammatici per l’ambiente. L’organizzazione ambientalista stima che il totale dei prestiti abbia raggiunto i 16,3 miliardi di dollari a partire dal 2012, oltre ai 2 miliardi in obbligazioni societarie. Questo enorme volume di denaro sarebbe stato erogato a sei società: Bumitama, Goodhope, Ioi, Posco Daewoo, Gruppo Salim/Indofood e Noble.

Proprio il gruppo Noble è al centro di una lettera che circa un mese fa Greenpeace e la Environmental Investigation Agency (Eia) hanno inviato a Hsbc e ad altre tre banche (Abn Amro, Ing e Rabobank), che a marzo hanno partecipato all’emissione di un bond da 750 milioni di euro. Stando ai dati raccolti dalle ong, una sussidiaria del gruppo, Noble Plantation, sarebbe stata pronta a radere al suolo 18mila ettari di foresta pluviale per far spazio alle coltivazioni di palme da olio.

La presa di posizione di Hsbc

Tra le quattro banche interpellate, Hsbc finora è l’unica ad aver trasmesso la documentazione a Rspo, l’ente che gli attori coinvolti nella produzione, nella lavorazione e nel commercio dell’olio di palma hanno voluto istituire per porre un freno alla distruzione delle foreste. Rspo ha chiesto a Noble di fermare tutti gli sviluppi sui terreni che ha in concessione, fino al momento in cui una fonte indipendente avrà fatto piena chiarezza.

La banca non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma una portavoce ha spiegato al quotidiano Guardian che l’intento è quello di “assicurarsi del fatto che gli standard Rspo siano rispettati”, indagando su qualsiasi possibile inadempienza. Esprime soddisfazione Greenpeace, attraverso la portavoce britannica Jamie Woolley: “Dopo aver chiuso gli occhi per anni, il settore finanziario finalmente sta iniziando la linea dura verso le società dell’olio di palma che si comportano in modo sleale”.

Olio di palma
L’olio di palma

I legami pericolosi tra olio di palma e deforestazione

La sopravvivenza della foresta primaria dell’Indonesia è in forte pericolo: tra il 2000 e il 2012 ne sono stati abbattuti più di sei milioni di ettari. Stiamo parlando dei polmoni verdi del pianeta, che costituiscono un insostituibile patrimonio di biodiversità. Tra i principali indiziati c’è la coltivazione industriale di palma da olio, dal momento che le società più irresponsabili non esitano a distruggere illegalmente le foreste a suon di incendi, pur di fare spazio alle piantagioni. Danneggiando così irrimediabilmente la flora e la fauna e sfrattando dai loro territori intere popolazioni, che ne pagano il prezzo in prima persona sulla propria salute.

 

Foto in apertura © Ulet Ifansasti/Getty Images

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