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Le interruzioni pubblicitarie, vissute dall’adulto come un break al programma, dal bambino vengono recepite in tutt’altro modo. Che conseguenze ha “interrom Ma soprattutto che conseguenze ha “interrompere” il flusso di immagini di una storia per raccontarne un’altra?
In una pubblicità un bambino può vedere un’ampia
gamma di immagini: corpi deformati, ingigantiti o rimpiccioliti o
che addirittura mostrano testa e braccia che si torcono su se
stesse,ermafroditi, scene di violenza familiare – per esempio la
moglie che prende a calci il marito che osa toccarle l’auto -,
donne e uomini che volano tra i rami degli alberi, giganti etc. Si
spazia insomma dalla violenza alla sessualità – in tutte le
sue manifestazioni etero e om – all’esaltazione di poteri affini al
magico che però vengono assimilati a esseri umani normali,
anando il confine tra realtà e magico.
E’ decisamente troppo per un bambino alle prese con il complesso
compito di farsi un’idea della realtà distinguendola dalla
fantasia, impegnato a costruirsi un’immagine corporea e a
identificarsi sessualmente, nonché a cominciare ad assumere
dentro se stesso la distinzione tra bene e male, tra ciò che
rappresenta una minaccia per la sicurezza e l’integrità
corporea.
Il susseguirsi veloce di immagini anche incongruenti tra loro,
soprattutto quando viene interrotto un film o un programma, espone
il bambino al rischio di fraintendere o esasperare alcuni
significati; ciò accade perché essendo piccolo non
è in grado di afferrare il senso compiuto utilizzando quel
pensiero logico che si sviluppa con l’età. In questo caso
possono crearsi associazioni tra immagini e contenuti emotivi
dissonanti tra loro.
Se si presta attenzione l’interruzione pubblicitaria avviene quasi
sempre su una scena a particolare tonalità emotiva in modo
da catturare il telespettatore ed evitare che cambi canale; il
contenuto degli spot può veicolare messaggi in forte
contrasto etico con il programma interrotto o rafforzarli. Inoltre
agisce sulle emozioni in maniera disturbante proprio perché
le “interrompe”. Un buon suggerimento è quello di
utilizzare, per i bambini, il più possibile la visione di
videocassette prive di interruzioni e non lasciargli in mano il
telecomando per fare zapping.
Flavia Facco
psicologa psicoterapeuta
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