Diritti umani

Il 2 aprile è la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo

Lo scopo della giornata è quello di contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone affette da autismo, in modo che possano condurre un’esistenza soddisfacente.

L’autismo è una particolare forma di disabilità diversa da tutte le altre, le conoscenze che riguardano questa patologia sono ancora carenti e l’impegno delle istituzioni è insufficiente nonostante il fenomeno sia più comune di quanto si pensi. La patologia è in crescita e colpisce un bambino su cinquanta.

bambini

Una giornata contro la discriminazione

Il 2 aprile si celebra la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita dalle Nazioni Unite (Onu) nel 2007. L’obiettivo della giornata è quello di far luce su questa disabilità, promuovendo la ricerca e il miglioramento dei servizi e contrastando la discriminazione e l’isolamento di cui ancora sono vittime le persone autistiche e i loro familiari.

La cattiva gestione dell’autismo in Italia

Secondo una ricerca condotta dal Censis l’Italia è tra i paesi europei che destinano meno risorse alla protezione sociale delle persone con disabilità. La carenza di preparazione riguarda spesso scuole e terzo settore, troppe volte incapaci di prendersi carico delle persone autistiche, impedendo loro di avere pari opportunità educative e di sviluppo professionale.

 

I monumenti si colorano di blu

In occasione della giornata vengono organizzati in tutto il mondo eventi, letture, incontri, convegni e mostre per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull’autismo. Il colore dominante della giornata è il blu, si rinnova infatti la campagna mondiale “Light it up blue”, ideata dall’organizzazione Autism Speaks, che prevede di illuminare di blu i principali edifici delle città di tutto il mondo, come testimonianza della sensibilità nei confronti delle problematiche legate ai disturbi autistici. Nel corso delle scorse edizioni sono stati illuminati di blu, tra gli altri, l’Empire State Building di New York, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, la grande piramide di Giza in Egitto e l’Arco di Costantino a Roma.

Covid-19, un ulteriore ostacolo per gli autistici

Quest’anno la giornata si celebra nel mezzo della crisi di salute pubblica globale causata dal coronavirus, che, oltre alla salute, mette a rischio, in particolare, i diritti delle persone con autismo, come il diritto all’istruzione e al lavoro su base di uguaglianza con gli altri. “I diritti umani universali, compresi i diritti delle persone con disabilità, non devono essere violati al momento di una pandemia – ha affermato António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite -. I governi hanno la responsabilità di garantire che le loro misure per far fronte all’emergenza includano le persone con autismo. Le persone con autismo non devono mai subire discriminazioni quando cercano assistenza medica. Devono continuare ad avere accesso ai sistemi di supporto necessari per rimanere nelle loro case e comunità durante i periodi di crisi”.

La transizione verso l’età adulta

L’edizione di quest’anno è dedicata alla transizione verso l’età adulta, passaggio delicato per tutti i giovani e, soprattutto, per le persone autistiche. L’obiettivo della giornata è evidenziare queste difficoltà e rimarcare l’importanza della partecipazione alla cultura giovanile, dell’autodeterminazione e dell’accesso all’istruzione post-secondaria e all’occupazione per superarle. “La realizzazione dei diritti delle persone con disabilità è una questione di giustizia nonché un investimento per il nostro futuro”, ha affermato il segretario generale dell’Onu.

L’edizione del 2019

Lo slogan dell’edizione del 2019 era “tecnologie assistite, partecipazione attiva”, pensato con l’obiettivo di rendere la tecnologia accessibile anche alle persone con disabilità. “Ribadiamo il nostro impegno a promuovere la completa partecipazione dei cittadini affetti da autismo, assicurandoci che godano del supporto necessario ad esercitare i loro diritti e le loro libertà fondamentali”, ha dichiarato António Guterres.

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