Il Metodo Feldenkrais, alla riscoperta di movimenti spariti dall’alfabeto motorio

Un particolare processo di apprendimento attraverso il movimento per ottenere una maggiore consapevolezza e creatività.

Il metodo prende il nome dal suo ideatore, Moshe Feldenkrais (1904 – 1984), fisico e ingegnere, scienziato e ricercatore di origine russa. A causa di un problema a un ginocchio, Feldenkrais inizia ad elaborare quello che sarebbe diventato un approccio intelligente al movimento.

“Scopo del metodo è un corpo organizzato che si muove con il minimo sforzo e la massima efficacia” (Moshe Feldenkrais)

Il metodo racchiude le intuizioni di uno scienziato “samurai”, convinto dello sviluppo del potenziale umano e nella capacità del sistema nervoso di rinnovarsi e di sviluppare nuove connessioni in qualsiasi momento della vita, grazie al movimento. Concetto oggi di attualità nelle neuroscienze, ma rivoluzionario per gli anni ’40.

 

Moshé Feldenkrais (Slavuta, 6 maggio 1904 – Tel Aviv, 1º luglio 1984) è stato un fisico e ingegnere israeliano naturalizzato britannico, creatore del metodo omonimo. Dagli anni Ottanta in molti paesi del mondo, si sono formate associazioni di insegnanti del metodo che hanno come scopo la tutela dell'opera di Moshè Feldenkrais e della professione, la diffusione del metodo e il suo riconoscimento presso le istituzioni. Il corso di formazione professionale dura quattro anni e l'ordinamento didattico delle scuole è uniforme in tutto il mondo, poiché segue un regolamento internazionale.
Moshé Feldenkrais (Slavuta, 6 maggio 1904 – Tel Aviv, 1º luglio 1984) è stato un fisico e ingegnere israeliano naturalizzato britannico, creatore del metodo omonimo. Dagli anni Ottanta in molti paesi del mondo, si sono formate associazioni di insegnanti del metodo che hanno come scopo la tutela dell’opera di Moshè Feldenkrais e della professione, la diffusione del metodo e il suo riconoscimento presso le istituzioni. Il corso di formazione professionale dura quattro anni e l’ordinamento didattico delle scuole è uniforme in tutto il mondo, poiché segue un regolamento internazionale.

In seguito a studi minuziosi di anatomia, fisiologia, neurofisiologia e psicologia, uniti alle sue conoscenze in campo fisico, riuscì a salvare il ginocchio rieducandolo.

Sviluppò così la sua originale teoria sul rapporto corpo-mente, elaborando un gran numero di lezioni pratiche dirette al miglioramento del proprio modo di muoversi attraverso la consapevolezza. Lavoro che espone in modo organico, nel 1949 nel rivoluzionario libro “Il corpo e il comportamento maturo”. (Tra i suoi allievi: David Ben Gurion, Margaret Mead, Peter Brook, Yehudi Menuhin, Leonard Bernstein, Moshe Dayan).

Punto centrale del metodo è che ognuno si muove secondo l’idea che ha di sé, l’immagine che ha del proprio corpo, che viene plasmata a partire dalla primissima infanzia, da schemi che sono in parte innati.

Ci muoviamo secondo un’abitudine legata ad un’idea limitata di noi stessi, tanto che camminiamo, parliamo e teniamo spalle e bacino, nell’unico modo che riteniamo possibile. Diamo come acquisiti non solo il nostro aspetto, ma anche il tono della voce, il modo di sedersi o più in generale il nostro rapporto con lo spazio e il tempo. Da qui l’abitudine a ripetere inconsapevolmente una serie limitata di gesti, che non tiene conto di come sensazioni e pensieri, condizionino tale immagine.

Secondo Feldenkrais, l’idea che abbiamo di noi stessi può essere sempre migliorata attraverso il movimento, e lo stato di salute è la capacità dinamica di trovare un nuovo equilibrio dopo che un trauma o una malattia hanno rotto il precedente.

Metodo Feldenkrais, molto di più che una semplice ginnastica

Stimolando la muscolatura profonda senza sforzo, tonifica quelle zone del nostro corpo dimenticate. I movimenti appresi con questo metodo vengono progressivamente integrati nella quotidianità motoria, favorendo un’andatura elegante e sciolta, oltre a un miglioramento della circolazione.

Il metodo Feldenkrais è basato sullo studio dei meccanismi emotivi che inibiscono il dispiegarsi delle potenzialità fisiche e spirituali.

È una tecnica che scioglie le tensioni emotive, è facile da ricordare e da praticare e offre molti spunti per progredire
autonomamente nella conoscenza del sé.

Non si tratta di apprendere qualcosa di assolutamente nuovo, quanto piuttosto di riscoprire qualcosa di noto, di già
sperimentato, allo scopo di svilupparlo ulteriormente. Le trasformazioni che avverranno in voi non dipendono tanto da cosa state facendo ma da come lo fate.

Maria Luisa Tettamanzi
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