Pierre Teilhard de Chardin, il patrono della rete

Non c’è ancora il patrono di Internet, ma c’è invece chi ci sta pensando e l’ha individuato in Pierre Teilhard de Chardin, il gesuita scienziato

C’è un patrono per tutte le arti e i mestieri. Sant’Antonio per gli allevatori, Santa Cecilia per i musicisti, San Bernardino da Siena per i pubblicitari. Non c’è ancora il patrono di Internet, ma c’è invece chi ci sta pensando e l’ha individuato in Pierre Teilhard de Chardin, il gesuita scienziato e mistico che ha conciliato la fede con l’evoluzione.

E’ sua, infatti, la concezione di Noosfera, cioè l’involucro pensante della Terra. Il nostro pianeta non è fatto soltanto di biosfera e atmosfera ma anche di un involucro in via di formazione che è la Noosfera. Questo termine deriva da “nous”, lo spirito, è stato utilizzato nel 1925 da Pierre Teilhard de Chardin ed è il pilastro portante dell’intera sua visione.

Ritratto di Pierre Teilhard,  il gesuita francese era anche un noto paleontologo. Nel suo libro "Il fenomeno umano" concilia la fede con l'evoluzione
Ritratto di Pierre Teilhard, il gesuita francese era anche un noto paleontologo. Nel suo libro “Il fenomeno umano” concilia la fede con l’evoluzione

Man mano che si formerà questa Noosfera “l’uomo vedrà, sentirà, desidererà e soffrirà le stesse cose di tutti”.

Questa certezza di una lontanissima unità globale non era una ipotesi fantascientifica ma si basava sul concetto fondamentale di complessità. Per Pierre Teilhard la complessità è il terzo infinito che sta tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo di Pascal. E’ l’evoluzione che manifesta il carattere di moto convergente verso strutture sempre più complesse.

La Noosfera di Pierre Teilhardè una entità che si forma evolutivamente dal basso ma aspirata da un centro unificante che, fin dalle origini, attrae tutto a Sé nella misura in cui gli esseri umani si rendono attirabili.

Certo la Noosfera è un concetto ancora differente da Internet, ma è sicuramente uno dei poli in gioco nella sfida della tecnologia via etere: da una parte l’assorbimento dell’individuo da un’impersonale cultura di massa, e dall’altra invece la valorizzazione dell’individuo, inserito creativamente in un contesto in cui poter valorizzare l’unità nella diversità.

 

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