In bilico sul mare

Scritto in prima persona, in maniera semplice e coinvolgente. Toccante. Puro, proprio perché la voce narrante è ingenua, candida.

Amore, amicizia, famiglia, passioni, lavoro. Vita di mare, sole,
giovinezza speranza.
Vita di cantiere, spesso non regolare. Un microcosmo di razze, di
culture, di lingue, di saperi. In bilico.
Salvatore, protagonista di questo romanzo, vive in continua
oscillazione tra queste due realtà. Tra speranza, illusioni,
sogni e progetti tipici dei ragazzi della sua età.

Ci sono giovani che vivono in località costiere o sulle
isole italiane che hanno una vita ?con un lato estivo e un lato
invernale, come i materassi?. D?estate Salvatore accompagna i
turisti con la sua barca, d?inverno diventa operaio in un cantiere
edile.

Un romanzo di formazione, che per suggestioni e atmosfere
ricorda Montedidio di Erri De Luca (bellissimo, anche
questo da leggere!). Scritto in prima persona, in maniera semplice
e coinvolgente. Toccante. Puro, proprio perché la voce
narrante è ingenua, candida.

Anna Pavignano, attraverso la figura di Salvatore, racconta
benissimo la vita di molti ragazzi costretti a lavorare in
situazioni illegali. Parla di lavoro nero e di morti bianche.
Bianche? Bianco è puro, bello candido. Che ha a che fare un
colore così con delle morti atroci?

Ce ne sono tante di storie come quella di Salvatore. Spesso
vengono nascoste. In nome degli affari. ?Business is business?.
Terribile. Atroce. Angosciante. Ma vero.


Silvia Passini

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