Incendio in un centro governativo, morti 39 migranti in Messico – liveblog

Morti 39 migranti in Messico nell’incendio al National migration institute di Ciudad Juarez, confine con El Paso: erano stati fermati ieri dalla polizia.

  • Almeno 39 migranti morti nell’incendio in un centro per migranti in Messico.
  • Erano stati fermati il giorno prima mentre cercavano di andare negli Stati Uniti.
  • Un video inchioda gli agenti: hanno lasciati chiusi i migranti durante l’incendio.

Almeno 39 persone sono rimaste uccise lunedì notte e altre 29 ferite in un incendio divampato in una struttura per migranti in Messico, gestita dal governo a Ciudad Juarez, nel nord del paese, vicino al confine con gli Stati Uniti. L’incendio è scoppiato al National migration institute, poco prima delle 22 ore locali nell’area ricettiva della struttura, secondo quanto comunicato dall’istituto della città, che si trova vicino al confine texano di El Paso.

Secondo diversi media locali, nel corso della mattinata precedente all’incendio si erano verificati degli incidenti all’interno del centro, con il personale del National migration institute che avrebbe represso le proteste inscenate dagli ospiti, prevalentemente cittadini cubani e mesoamericani, migranti in Messico con l’obiettivo di entrare negli States.

 

10:45, 29 Marzo 2023

Un video inchioda gli agenti: hanno tenuto i cancelli chiusi durante l'incendio

La  tragedia di Ciudad Juarez assume i contorni del dolo: un video registrato dalle telecamere del circuito interno del centro per migranti gestito dal governo mostrerebbe infatti come i detenuti siano stati tenuti chiusi, bloccati nelle proprie stanze, mentre l’incendio divampava. “Quello che ha detto il presidente (Obrador, ndr) è falso, i migranti non hanno bruciato nulla ai cancelli – accusa il giornalista messicano Alfredo Alvarez –  Le guardie della stazione immigrazione non hanno aperto i cancelli, anzi, hanno lasciato il locali chiusi”.

19:15, 28 Marzo 2023

Attivisti per i diritti umani: "Quei centri luoghi di tortura"

Al di là delle parole del presidente Obrador, è forte la polemica in Messico per quanto avvenuto: il Gruppo di lavoro sulle politiche migratorie, rete di associazioni che si occupa della dei diritti umani dei migranti centro e sud-americani, accusa il governo messicano, spiegando che “le stazioni migratorie sono luoghi di tortura e attentano alla vita e alla dignità delle persone migranti”.

19:08, 28 Marzo 2023

Obrador: i migranti hanno dato fuoco ai materassi

Il presidente del Messico Andres Manuel Lopez Obrador ha spiegato che l’incendio “ha avuto a che vedere con una protesta iniziata dai migranti, per quello sappiamo, contro il fatto di essere bloccati e condotti nel centro per migranti” nel tentativo di varcare il confine degli Stati Uniti. “In segno di protesta hanno dato fuoco ai materassi del centro – continua Obrador – senza immaginare che questo avrebbe provocato questa terribile disgrazia. Sono sul posto tutte le autorità, e la Procura ha giù aperto un fascicolo. Quello che sappiamo è che sono migranti del Centro America, e alcuni del Venezuela, ma non siamo esattamente nomi e nazionalità di quelli che purtroppo hanno perso la vita”.

16:00, 28 Marzo 2023

Migranti ammassati al confine aspettando la scadenza del Title 42

Lo scorso dicembre, la Corte suprema degli Stati Uniti aveva stabilito la proroga fino a maggio di una misura sanitaria dell’era della pandemia che limitava la migrazione al confine meridionale. Tale misura, nota come Title 42, ha consentito negli ultimi anni di espellere rapidamente alla frontiera i migranti che altrimenti avrebbero potuto beneficiare dell’asilo: di fatto, un modo legalizzato per effettuare quei respingimenti al confine che accadono anche ai confini orientali dell’Unione europea.

 

La sentenza della Corte ha avuto però l’effetto di concentrare un enorme numero di migranti in Messico, al confine con gli Stati Uniti, in attesa di riprendere gli attraversamenti all’inizio del mese di maggio, alla scadenza della misura provvisoria. Solamente ieri l’Inm aveva annunciati di aver fermato 94 persone originarie di India, Honduras, Guatemala, El Salvador ed Ecuador: tra loro ci sono i 39 morti nella tragedia della scorsa notte.

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