Integratori

Integratori utili a chi li vende o a chi li compera?

Il mercato degli integratori sta superando per dimensioni e fatturato quello dei farmaci prescrivibili, il che dimostra l’esistenza di un reale interesse

Il professor Francesco Saverio Dioguardi, Cattedra di Nutrizione
Clinica al Dipartimento di Medicina Interna all’Università
degli Studi di Milano, così si esprime a riguardo:” Gli
integratori alimentari sembrano aver sostituito i “ricostituenti”
di una volta. Purtroppo, per il nostro Ministero della
Sanità, subissato da richieste di registrazioni,
notificazioni et similia, la situazione sta diventando un
incubo”.

Gli integratori dovrebbero servire a tre scopi principali:

  • compensare le carenze presenti nella dieta,
  • migliorare l’assorbimento delle sostanze nutrizionali,
  • aumentare la quantità presente nell’organismo di
    elementi nutrizionali così da avere un effetto
    terapeutico.

Questo ultimo punto è decisamente degno di nota, in quanto
l’assunzione mirata di tali nutrienti è in grado di
prevenire il manifestarsi di diverse patologie e, al contempo,
è anche capace di trattare delle patologie in corso.

Tuttavia, e qui sta il punto dolente della faccenda, gli
integratori normalmente venduti nelle farmacie e/o erboristerie,
quelli, per intenderci, che non hanno bisogno di permessi
particolari dal Ministero della Sanità, non offrono i
quantitativi necessari a raggiungere un vero effetto terapeutico –
che, per poterlo ottenere, dovrebbero contenere un dosaggio molto
maggiore. La disinformazione abbonda e, mancando tuttora una
regolamentazione per la vendita di questi integratori
effettivamente terapeutici, vengono, al loro posto, offerti al
pubblico quei prodotti che non reggono molto il confronto.

Il mercato di questi preparati sta superando per dimensioni e
fatturato quello dei farmaci prescrivibili, il che dimostra
l’esistenza di un reale interesse del consumatore, sensibilizzato
ormai sulla faccenda.

Il professor Dioguardi auspica che infine si possa trovare una
giusta forma legislativa che permetta di vendere gli integratori
terapeutici come tali, con tanto di indicazioni all’uso e relative
contro indicazioni, senza dover più passare per le
costosissime e lunghissime forche caudine – assurde per dei
nutrienti! – delle registrazioni ministeriali, che riserva loro la
stessa sorte di un vero e proprio farmaco.

Marina Alessandra Ricci

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