Ipocrisie dell’anima

La Rochefoucauld può essere definito come un vero e proprio precursore dei grandi “maestri del sospetto”.

La Rochefoucauld può essere definito come un vero e
proprio precursore dei grandi “maestri del sospetto”, Marx,
Nietzsche e Freud, nella misura in cui compie un profondo lavoro di
scavo nei sentimenti e nei pronunciamenti morali dell’uomo per
mostrare come sovente siano intrisi di egoismo e falsità
d’intenti.

Ecco, al riguardo, una preziosa testimonianza: «Se esageriamo
le buone qualità altrui, è piuttosto per la stima
delle nostre opinioni che per la stima dei loro meriti; vogliamo
attiraci degli elogi, quando in apparenza siamo noi a
tributarli».
Tuttavia è su un’altra massima che vorremmo fissare
l’attenzione del lettore: «L’amore della gloria, il timore
della vergogna, il proposito di fare fortuna, il desiderio di
render nota la nostra vita comoda e piacevole, e la voglia di
sminuire gli altri, sono spesso le cause di quel coraggio che
è tanto celebrato tra gli uomini».

L’amara riflessione di La Rochefoucauld coglie nel segno lo spirito
dei nostri tempi, in cui l’esibizione di se stessi, della propria
vita, in cambio di frammenti di notorietà, è
diventata prassi consolidata, categoria esistenziale che gode di un
privilegiato diritto di cittadinanza culturale e civile.
In altri termini, in un’epoca in cui il valore delle persone viene
misurato sulla base della loro visibilità sociale, della
loro capacità di rendere fruibile, massimamente accessibile
ogni espressione di vita, si capisce la radicale attualità
del messaggio di La Rochefoucauld.

Lo stesso coraggio, oggi, è visto in termini di
spudoratezza, di esibizione anche dei tratti più riposti –
quindi indicibili, proprio perché intimi – di se stessi. Lo
smarrimento del pudore, custodia di quell’irripetibile mistero che
siamo, è, purtroppo, uno dei tratti più inquietanti
dei nostri tempi.

 

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