È italiano il primo veicolo che produce idrogeno da fotovoltaico

Realizzato da Fondazione H2U University di Monopoli, H2 Mobile è dotato di pannelli fotovoltaici, di un elettrolizzatore e di bombole per lo stoccaggio.

Certo, si tratta ancora di un prototipo. Anzi di un laboratorio mobile. Ma H2 Mobile è il primo veicolo in grado di produrre idrogeno e stoccarlo all’interno di 10 bombole poste dentro il veicolo stesso. Nello specifico si tratta di un Mercedes ad uso commerciale, in grado di funzionare a diesel, metano e idrogeno, lungo 15 metri e con una sala multimediale al seguito.

 

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 H2M in Piazza Montecitorio.

Realizzato dalla Fondazione H2U “The Hydrogen University” con sede a Monopoli, il progetto vuole dimostrare la possibilità di stoccare l’energia sottoforma di idrogeno, prodotto da fonti rinnovabili. Al progetto ha partecipato la Regione Puglia, con fondi Carbon Tax del Ministero dell’Ambiente e con il cofinanziamento della Fondazione stessa, in partenariato con l’Università Aldo Moro di Bari.

 

Il sistema di iniezione è stato modificato appositamente per poter funzionare sia a diesel, metano e idrogeno, proprio per sperimentare un sistema utilizzabile per convertire le flotte esistenti. Dagli autobus ai veicoli commerciali in genere. L’impianto fotovoltaico, 6 pannelli da 6 kWp in totale che sviluppano una superficie di 80 metri quadrati, serve ad alimentare un elettrolizzatore per la produzione d’idrogeno, che viene a sua volta stoccato in bombole da 50 litri cadauna, grazie a 24 batterie tampone da 230 A/h.

 

Ecco H2M a Calacorvino (Monopoli/Bari) il primo maggio 2015. Il veicolo (H2 Mobile), il primo veicolo terrestre in grado…

Posted by The Hydrogen University on Sabato 9 maggio 2015

 

Il prototipo è stato portato in Piazza Montecitorio il 20 aprile e da lì è partito per un viaggio che lo vedrà arrivare a Parigi, in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop 21).

 

“Questo è l’inizio di un viaggio che ci porterà fino alla conferenza sul clima e con il quale vogliamo porre l’attenzione sull’esistenza e maturità di tecnologie accessibili per combattere i cambiamenti climatici, interamente fondate sulle energie rinnovabili”, ha dichiarato in un comunicato il presidente della Fondazione H2U, il fisico Nicola Conenna.

 

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Nicola Conenna.

 

“Dopo un lavoro durato due anni il veicolo è pronto per iniziare il proprio viaggio, portando con sé un modello energetico e produttivo alternativo, diffuso, decentrato e rinnovabile, totalmente carbon free, senza emissioni climalteranti e in grado come modello di salvare il pianeta dal riscaldamento globale”.

 

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La stampante 3D al lavoro.

Ma H2M è anche un laboratorio mobile: “Per questo motivo abbiamo installato nell’aula multimediale anche una stampante 3D che testimonia il fatto che innovazione e la tutela ambientale possono essere coniugate”, ha spiegato Conenna. “Le stampanti 3D possono realizzare piccole serie d’oggetti, senza scarti salvaguardando risorse e producendo beni con filiere corte, quasi a km zero”.

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