Beyond Zero

Itinerario. Tra cinema e natura, un viaggio da Oscar

Il paesaggio italiano immortalato nelle pellicole cinematografiche dell’ultimo secolo. Ecco un itinerario all’insegna del cinema e della natura per scoprire i luoghi più celebri del grande schermo.

La natura arriva sul grande schermo. Da Hollywood a Cinecittà le più importanti case cinematografiche hanno scelto la bellezza del paesaggio italiano come sfondo ad alcuni dei film che hanno fatto la storia del cinema. Riserve naturali, bacini idrici e spiagge incontaminate sono state catturate dall’obbiettivo della cinepresa e fatti rivivere in scene indimenticabili. Ecco svelati i set cinematografici ambientati nei paesaggi naturali più belli d’Italia a bordo della nostra auto ibrida.

 

Prealpi Giulie, Addio alle armi (di Charles Vidor, 1957)

Il libro Addio alle armi dello scrittore americano Ernest Hemingway ha ispirato la produzione di più di un film. Quello del 1957, con Vittorio De Sica nelle vesti del maggiore Alessandro Rinaldi e Alberti Sordi (in una delle sue rarissime interpretazioni drammatiche) è stato interamente girato in Italia. La pellicola del regista Charles Vidor ripercorre i luoghi narrati da Hemingway, in cui fu combattuta la Prima guerra mondiale. La scena in cui viene comunicata la caduta del confine alle truppe in cammino verso il fronte sulle montagne è stata girata sulla strada militare di Tugliezzo, mostrando in una narrazione quasi documentaristica le cime innevate e parte della valle tra le Prealpi Giulie.

 

Tor Caldara, Maciste contro lo sceicco (di Domenico Palella, 1962)

Le dune sabbiose della riserva naturale regionale di Tor Caldara, un’area di interesse comunitario lungo il litorale laziale hanno ispirato la fantasia degli scenografi soprattutto degli anni Sessanta. La macchia mediterranea, quasi ormai persa lungo le coste tirreniche, qui ricopre le dune di sabbia ed è attraversata da un piccolo ruscello che porta le sue acque al mare. Questo luogo, apparentemente estraneo al paesaggio italiano, ha dato un’ambientazione a quasi 400 film. La più bizzarra è quella di Maciste contro lo sceicco di Domenico Palella, in cui le dune laziali sono state riprese per ricostruire quelle del deserto del Sahara. Sempre negli anni Sessanta, poco più a sud, il parco nazionale del Circeo ha dato uno sfondo ai film tratti dai libri di Emilio Salgari, come Sandokan la tigre di Mompracem di Umberto Lenzi.

 

Parco della Murgia materana, Il vangelo secondo Matteo (di Pier Paolo Pasolini, 1964) e La passione di Cristo (di Mel Gibson, 2004)

Oltre ai famosi Sassi, il materano offre la possibilità di visitare quella parte del parco della Murgia che si trova in Basilicata e che dal 1993 è patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Qui è possibile ammirare numerosi siti archeologici, chiese rupestri e godere di un panorama mozzafiato sui Sassi di Matera, nominata capitale europea della cultura nel 2019. In quest’area che sembra ferma da secoli, non è un caso se due grandi registi come Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson hanno deciso di ambientare le loro opere dedicate alla vita di Gesù. L’altopiano della Murgia mette a disposizione dei due registi l’aspra bellezza delle rocce e del paesaggio brullo mentre, poco distante, Craco è nota come la città fantasma.

 

Canale Monterano, Il Marchese del Grillo (di Mario Monicelli, 1981)

La riserva naturale di Monterano si estende tra i monti laziali della Tolfa e i Sabatini. Nel cuore di questo parco naturale sorge l’antico insediamento di Canale Monterano. I ruderi, quasi completamente inghiottiti dalla vegetazione autoctona, raccontano la vita ormai dimenticata di una città perduta, ancora vitale solo nei set cinematografici. Il covo del brigante Don Bastiano, interpretato da Flavio Bucci ne Il Marchese del Grillo, si trovava proprio qui nella chiesa di San Bonaventura al cui interno le fronde di un enorme albero di fico sostituiscono la copertura ormai distrutta. Anche per Brancaleone alle crociate di Mario Monicelli e Ben Hur di William Wyler la riserva naturale di Monterano ha offerto la giusta ambientazione, probabilmente per lo stupore di trovare brani di una città morta in mezzo a un parco popolato solo da vegetazione e animali.

 

Parco di Vulci, Tre uomini e una gamba (di Aldo, Giovanni e Giacomo e Massimo Venier, 1997) e Non ci resta che piangere (di Massimo Troisi e Roberto Benigni, 1984)

Nel film Tre uomini e una gamba in cui i tre protagonisti insieme a Marina Massironi si ristorano lungo le sponde di un lago. Per questa scena esilarante è stato scelto il laghetto del Pellicone, uno slargo del fiume Fiona che scorre all’interno del parco di Vulci, nella provincia laziale di Viterbo. Le sponde del Pellicone, strette dalle rocce dell’omonima gola, sono state scelte come set cinematografico di un altro famosissimo film, Non ci resta che piangere, quando i due protagonisti e registi, Massimo Troisi e Roberto Benigni, incontrano Leonardo da Vinci. La bellezza del parco naturalistico di Vulci è dovuta alla rilevanza storica e archeologica dovuta ai ritrovamenti di un insediamento etrusco-romano, ma soprattutto per la conformazione del territorio ricoperto di vegetazione mediterranea.

 

Parco nazionale del Gran Sasso, Ladyhawke (di Richard Donner, 1985)

La trama del romantico film americano richiama luoghi francofoni ma in realtà è stato quasi interamente girato in Italia. Le ambientazioni naturalistiche in cui i protagonisti animano le vicende sono quelle del parco nazionale del Gran Sasso situato a cavallo delle regioni Abruzzo, Lazio e Marche. Destinati a vivere sempre separati da una maledizione che trasforma l’una in falco di giorno e l’altro in lupo di notte, i due amanti varcano i monti della Laga e sullo sfondo di Campo Imperatore il falco viene ferito quasi a morte. Il film si snoda principalmente nei boschi incontaminati della dorsale appenninica, tra la foresta di pino nero, abete e betulle e lo spoglio Campo Imperatore, l’altopiano di origine glaciale in provincia dell’Aquila.

 

Auronzo di Cadore e il valico alpino delle Tre Croci, Il segreto del bosco vecchio (di Ermanno Olmi, 1993)

Nel 1993 Ermanno Olmi dirige il film tratto dall’omonimo libro di Dino Buzzati, Il segreto del bosco vecchio. Per girare questo film sceglie la catena montuosa compresa tra Auronzo di Cadore e il valico alpino delle Tre Croci dove fa svolgere la vita del vecchio burbero Sebastiano Procolo, interpretato da Paolo Villaggio. Il protagonista vuole impossessarsi delle proprietà del nipote escogitando le peggiori nefandezze, tra cui distruggere il bosco vecchio. A impedire un tale scempio, sciogliendo il cuore dell’ex colonnello, sarà proprio la bellezza e la magia di questo luogo. Tra Trentino Alto Adige e Veneto, il valico alpino delle Piccole Dolomiti supera i 2.000 metri di altitudine regalando uno spettacolare panorama montano caratterizzato dalla presenza della vegetazione e della fauna boschiva.

 

Val d’Orcia, Il gladiatore (di Ridley Scott, 2000)

In Toscana tra le province di Siena e Grosseto, in un’area naturale protetta di interesse locale è stata girata la scena dei campi elisi del film di Ridley Scott dove il protagonista Russell Crowe morente sta per andare nell’aldilà. Le sue ultime impressioni sono proprio quelle di un paradiso in Terra, la Val d’Orcia. Qui i cipressi punteggiano il paesaggio agreste mosso dalle colline e percorso da stradine immerse nella campagna. Solo qualche piccolo borgo di origine medievale interrompe le ampie distese di campi che caratterizzano la valle, il cui parco è stato riconosciuto nel 2004 patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.

 

Monte Etna, Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith (di George Lucas, 2005)

Il terzo episodio della saga di Guerre stellari, ma il più recente in ordine di cronologico, ha usato le spettacolari eruzioni del vulcano siciliano, il più grande e attivo d’Europa, per creare l’ambientazione del pianeta Mustafar sul quale si sono scontrati Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker. Le sorti di Star Wars si stabiliscono tra le colate laviche del Monte Etna, entrato a far parte della lista dei patrimoni dell’umanità nel 2013. Gli scorci del paesaggio del parco naturale dell’Etna tratteggiano degli aspetti quasi lunari. A varie altitudini si aprono delle bocche vulcaniche che caratterizzano i sentieri immersi nella natura ricca di vegetazione tipica delle regioni mediterranee.

 

https://www.youtube.com/watch?v=6oHSd9tNLEc

Cinque Terre, The wolf of wall street (di Martin Scorsese, 2013)

The wolf of Wall Street, il film del 2013 del regista Martin Scorsese che vede la brillante interpretazione di Leonardo Di Caprio nelle vesti di Jordan Belfort, è stato in parte girato in Liguria. La terribile notizia della morte di zia Emma viene appresa dal protagonista mentre con il suo yatch navigava lungo il litorale delle Cinque Terre. La scena inquadra il frastagliato tratto della costa della riviera ligure di levante, nel punto in cui il mare si insinua tra le rocce erodendo la terra in modo irregolare sotto ai piccoli borghi arroccati sulle alture che digradano vertiginosamente verso il mare. Dal 1997, le Cinque Terre sono state inserite tra i patrimoni dell’umanità dall’Unesco.

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