La guerra delle targhe fa risalire la tensione tra Serbia e Kosovo

Dopo diversi rinvii, in Kosovo sta progressivamente entrando in vigore la nuova legge sulle targhe. Ma le autorità serbe non ci stanno.

  • In Kosovo sta progressivamente entrando in vigore una legge che obbliga le automobili ad aver una targa kosovara.
  • La misura doveva entrare in vigore ad agosto ma era stata sospesa per le tensioni. Una norma identica è già in vigore in Serbia.
  • Le autorità serbe hanno alzato la voce contro la nuova misura e Belgrado ha mandato mezzi militari al confine con il Kosovo.

Si è riaccesa la tensione tra Kosovo e Serbia. Da Pristina, dopo numerosi rinvii, hanno annunciato l’entrata in vigore progressiva della nuova legge sulle targhe, che impone alle automobili nel paese di avere la targa kosovara. Una misura che la minoranza serba nel paese, così come il governo di Belgrado, non vedono di buon occhio, per quanto proprio in Serbia sia da tempo in vigore una norma identica ma inversa.

Militari in Kosovo
Militari in Kosovo © Ferdi Limani/Getty Images

Le autorità serbe hanno alzato la voce e sono stati mandati alcuni mezzi militari al confine con il Kosovo. Che ha risposto rendendo meno drastica l’operatività della nuova norma.

La legge sulle targhe in Kosovo

Kosovo e Serbia hanno combattuto una sanguinosa guerra negli anni Novanta, passata anche dalla campagna di pulizia etnica del presidente serbo Slobodan Milošević, e nel 2008 il Kosovo ha proclamato la propria indipendenza, mai riconosciuta da Belgrado. Il livello di tensione negli anni successivi è sempre rimasto alto, con scontri circoscritti e tensioni diplomatiche che emergono di tanto in tanto. 

Lo scorso agosto al confine tra Serbia e Kosovo c’erano state alcune scaramucce, con blocchi stradali da parte di camion serbi e spari. Il primo agosto in Kosovo doveva infatti entrare in vigore una legge che avrebbe vietato l’uso di targhe e documenti serbi nel paese, con la conseguenza che la minoranza serba avrebbe dovuto utilizzare quelli kosovari. Una misura di reciprocità, aveva detto il premier Albin Kurti, dal momento che una norma simile in Serbia è in vigore già dal 2021.

A causa delle tensioni l’entrata in vigore era però stata rinviata. Ma oggi, a tre mesi di distanza, la guerra delle targhe è tornata a essere un dossier delicato nell’area. Il Kosovo si appresta infatti a rendere ufficialmente operativa la nuova legge, che però è stata ammorbidita in termini temporali per allentare le tensioni. Fino al 21 novembre, chi non si sarà adeguato al cambio targa riceverà un avvertimento dalla polizia kosovara. Da quella data al 23 gennaio 2023, la pena potrebbe invece essere una multa. Da fine gennaio ad aprile 2023 verranno poste delle targhe kosovare provvisorie su quelle di chi si rifiuterà di cambiarle. Infine, da aprile, ai veicoli con targa non kosovara sarà proibito circolare. 

L’ira delle autorità serbe

Come ha sottolineato il ministro dell’Interno kosovaro, Xhelal Svecla, la polizia locale ha già iniziato a fare i controlli nelle strade e a rilasciare gli avvertimenti a chi non ha cambiato le proprie targhe. E la tensione è già salita.

Il sindaco di Mitrovica nord, città a maggioranza serba nel nord del Kosovo, ha detto che non ci saranno problemi o incidenti fino a quando verrà comminata la prima multa. Il ministro della Difesa serbo Milosh Vučević ha però già mobilitato l’esercito, con alcuni mezzi militari che si sono diretti al confine con il Kosovo. L’Unione europea ha riconosciuto il diritto di Pristina di introdurre la nuova regolamentazione sulle targhe, ma ha chiesto che questo venga fatto in modo inclusivo e rispettando un processo di implementazione più lungo, come definito in un serie di accordi del 2016.

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