L’armonia degli opposti

La polarità domina le nostre vite, il mondo che abbiamo intorno.

Un ottimo esempio di polarità è la respirazione, il
cui ritmo perfetto ci permette di vivere. Essa è fatta di
inspirazione ed espirazione, movimenti opposti ed incompatibili,
che devono necessariamente alternarsi. Chi volesse solo inspirare,
morirebbe.
Eppure in altri campi, dove è meno visibile, è
proprio quel che cerchiamo di fare: vorremmo solo essere felici, o
solo prendere, senza dare; sottrarci all’inverno, per vivere solo
di estati.

La polarità domina le nostre vite, il mondo che abbiamo
intorno. E’ la nostra maniera di percepire la realtà a
mostrarci sempre due aspetti: il caldo e il freddo, il sano e il
malato. Non è possibile percepire un’unità: se non ci
fosse la luce non distingueremmo il buio.
Ma ogni polarità è inscindibile perché si
tratta di due aspetti della stessa unica realtà, come nel
caso della respirazione.

Questo spiega alcuni paradossi. Per ottenere qualcosa in una
direzione, talvolta bisogna puntare su quella opposta. Ad esempio,
tirare il braccio il più indietro possibile, per fare un
lancio il più lontano possibile; oppure, anziché
invitare la persona depressa a “tirarsi su” e sorridere,
accentuarne gli aspetti cupi.
Spesso sono proprio le persone che cercano di controlla di
più quelle che cedono maggiormente (ad esempio sul mangiare,
o sulle emozioni): è come se l’irrigidirsi su un polo
facesse irrompere quello rifiutato.

La flessibilità consente di rispettare il ritmo naturale
degli opposti che è sinonimo di armonia. C’è
un’antica tecnica esoterica che consiste nel ribaltare ogni
opinione, sostenendo l’opposto di quello che si pensa, per
rinforzare entrambi i poli sinché emerge un terzo punto di
vista, la visione globale. Dal dilemma di cui sono piene le vite
nevrotiche, fatto di continui “o-o”, alla possibilità di
scegliere “e-e”: dalla polarità nasce l’unità.

Olga Chiaia
Psicologa Psicoterapeuta

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