L’attenzione come amore

L’empatia e la soliderietà derivano dall’attenzione. il miracolo di svuotare completamente il nostro animo per riempirlo dei bisogni dell’altro

Il termine attenzione deriva dal latino “attentio”, connesso con il verbo “attendere”, con il significato di “dedicarsi a”, “volgere la mente verso qualcosa o qualcuno”. In definitiva, l’attenzione consiste essenzialmente nel volgere lo sguardo verso l’altro, per coglierlo nella sua pienezza di senso.

È l’attenzione che alimenta l’empatia

La fonte che alimenta l’empatia, il nostro rapporto positivo con gli altri è proprio l’attenzione, la capacità di concentrarci sui bisogni dell’altro. L’attenzione non è un dovere freddo e impersonale, né implica atteggiamenti moralistici, ma è apertura radicale al volto che ci sta di fronte.

L’attenzione è un miracolo

L’attenzione, come ci ricorda la grande Simone Weil, è quasi “un miracolo” : “Coloro che sono infelici non hanno bisogno di nient’altro in questo mondo che di persone capaci di prestare loro attenzione. La capacità di prestare la propria attenzione a una persona sofferente è una cosa molto rara e difficile; è quasi un miracolo; è un miracolo. Quasi tutti quelli che pensano di avere questa capacità non ce l’hanno…è indispensabile sapere come guardare una persona in un certo modo. Questo modo di guardare è prima di tutto attento”.

Il “miracolo” consiste, allora, in questo: svuotare completamente il nostro animo per riempirlo dei bisogni dell’altro, del quale dobbiamo accettare tutto in piena sincerità di mente e di cuore.

Occorre saper convivere con le emozioni, i sentimenti, le sofferenze dell’altro, evitando di teorizzare, consigliare, vaticinare in modo narcisistico, dimentichi di ogni ascolto. Appunto, senza alcuna attenzione.

 

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