L’origine della medicina olistica

La medicina olistica affonda le proprie radici in quella del medico greco Ippocrate, vissuto a Kos nel V secolo a.C., e nella tradizione dello sciamanesimo.

In origine, circa intorno al 400 a.C., visse un famoso medico che praticava e insegnava l’arte medica nell’isola di Kos, in Grecia. Il suo nome era Ippocrate. Egli lasciò una voluminosa serie di scritti
nota col termine di Corpus Ippocratico dal quale si evincono i temi principali della sua arte, che precorre la medicina olistica:

  • Salute come stato di equilibrio
  • Importanza delle influenze ambientali
  • Interdipendenza di anima e corpo
  • Intrinseco potere guaritore della natura

I principi della medicina di Ippocrate

In “Le arie, le acque, i luoghi”, uno dei libri più importanti del Corpus, si sottolinea la stretta correlazione tra qualità dell’aria, dell’acqua e del cibo, topografia del territorio, abitudini di vita e l’insorgenza delle malattie e si considera la profonda conoscenza di questi effetti ambientali come la base fondamentale dell’arte medica.

Asclepieion
Resti dell’Asclepieion di Kos, il santiuario in cui operava Ippocrate, precursore della medicina olistica.

In secondo luogo, dopo i fattori ambientali, vengono le varie componenti della natura umana che Ippocrate chiama umori e passioni. All’equilibrio di umori e passioni era infatti data una grande rilevanza così come al rapporto di interconnessione tra corpo e mente. Per quanto riguarda il processo di guarigione gli scritti ippocratici riconoscono l’esistenza nell’organismo di forze sanatrici intrinseche: il potere sanatore della natura. Il compito del medico si riduceva così a creare le condizioni favorevoli perché queste forze naturali potessero agire.

Lo sciamanesimo, precursore dell’olismo

La tradizione dello sciamanesimo esiste da molti millenni prima della storia raccontata e continua ancora ad essere una forza vitale in molte delle culture di tutto il mondo. Lo sciamano è un uomo o una donna in grado di padroneggiare i propri stati di coscienza ed entrare in stati non ordinari grazie ai quali prende contatto col mondo degli spiriti.

Le cerimonie sciamaniche di guarigione insistono sul rispristino dell’armonia perduta col mondo della natura che comprende allo stesso modo: minerali, vegetali, animali, esseri umani, entità spirituali. Nei loro rituali di cura gli sciamani usavano tecniche terapeutiche che precedettero di millenni le nostre più “avanzate” terapie psicoterapiche quali: i gruppi d’incontro, lo psicodramma, l’analisi dei sogni, l’ipnosi, le visualizzazioni, la danzaterapia, la respirazione olotropica, la transterapia e la terapia psichedelica.

Pierluigi
Lattuada

Articoli correlati