Expo 2015

La Corea a Expo tra tradizione, tecnologia e ospitalità

Celebrata la giornata nazionale dedicata alla Corea. Una finestra su una cultura lontana, ricca di storia e di lunghe tradizioni.

Expo 2015 è anche questo. Una finestra su culture e luoghi lontani dall’Italia e dall’Europa. Luoghi con antichissime tradizioni sia culturali che alimentari. E così si presenta la Corea durante la giornata nazionale dedicata. “Expo Milano 2015 rappresenta le Olimpiadi della cultura. Per questo motivo, siamo orgogliosi di esserci”, ha dichiarato il ministro dello Sport, Cultura e Turismo della Repubblica di Corea Kim Jong Deok.

 

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Kim Jong Deok. © Daniele Mascolo/Expo 2015

 

“Vogliamo far conoscere al mondo l’Hansik, il cibo coreano, e dare il nostro contributo concreto al dibattito internazionale sul futuro dell’alimentazione e sul valore del cibo che l’Esposizione Universale sta promuovendo. Auguriamo a Expo Milano 2015 – ha dichiarato il Ministro Deok – di continuare con grande successo e, per la Corea, di rinsaldare ulteriormente il rapporto con l’Italia, legame che dura da centotrent’anni”.

Tra danze tradizionali e la tipica ospitalità, è il “vaso della luna” ad attirare l’attenzione del visitatore: si tratta del tema architettonico del padiglione, il vaso della tradizionale culinaria coreana, a rappresentare una luna piena.

All’interno, in un clima sobrio e dalle alte influenze tecnologiche, sono trattati i temi cari alla tradizione, in particolare quelli dedicati alla ricerca sulla nutrizione. In questo caso è la fermentazione degli alimenti ad avere lo spazio maggiore: il tipico Onggi contiene i sapori e i colori della cucina coreana.

“Il Padiglione coreano diffonde non solo il messaggio di mangiare seguendo i criteri di salute, equilibrio e armonia, ‘Mens sana in corpore sano’- come dicevano i romani -, ma stimola anche la riflessione sul futuro, su come il cibo e l’alimentazione si evolveranno nel tempo”, ha dichiarato il Sottosegretario Barbara Degani.

 

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Barbara Degani. © Daniele Mascolo/Expo 2015

La Corea porta ad Expo anche la cooperazione internazionale. Ovvero mostra come dagli anni ’50 in poi un Paese poverissimo, che viveva di agricoltura, abbia attuato una profonda mutazione che l’ha portato ad essere oggi una delle potenze mondiali. Per questo tenta di esportare il proprio modello positivo nei Paesi dove ancora fame e povertà sono le principali lotte da affrontare quotidianamente.

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