Come accaduto lo scorso anno, anche nel 2026 l’estensione invernale della calotta glaciale artica è nettamente inferiore al periodo 1981-2010.
Dopo le sue prove il sollevatore di pesi di Kiribati inscena un buffo balletto per focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sui cambiamenti climatici.
Prima lo sforzo sovraumano per sollevare pesi da 105 chilogrammi, poi una serie di movimenti buffi, sgraziati e irresistibilmente divertenti. David Katoatau, trentaduenne pesista del piccolo stato insulare di Kiribati, non è forse un gran sollevatore di pesi, è arrivato sesto nella finale maschile, e tantomeno un abile ballerino, tuttavia il messaggio che ha lanciato al mondo è più importante di una medaglia d’oro.
Dietro il buffo balletto di Katoatau, eseguito dopo ogni sollevamento, si cela infatti un messaggio estremamente serio. L’obiettivo del sollevatore è sensibilizzare l’opinione pubblica sul pericolo rappresentato dai cambiamenti climatici. La Repubblica di Kiribati, situata in Oceania, esemplifica concretamente tale minaccia, l’arcipelago rischia infatti di scomparire per sempre. I 33 atolli che costituiscono la nazione si trovano ad un’altitudine media di due metri sul livello del mare e potrebbero essere inghiottiti dalle acque entro trenta anni, se la temperatura globale continuerà a crescere ai ritmi attuali.
David Katoatau conosce in prima persona questa minaccia, ha visto la propria abitazione, una capanna tradizionale, distrutta da un ciclone e assiste quotidianamente alla forte erosione costiera che, giorno dopo giorno, contribuisce alla scomparsa di Kiribati. “Ho scritto una lettera aperta al mondo lo scorso anno per far sapere che da noi ci sono molte case andate distrutte a causa dell’innalzamento del livello dell’acqua – ha affermato l’atleta. – La maggior parte delle persone non sa dove si trovi Kiribati, voglio che la gente sappia di più su di noi, quindi utilizzo il mio sport e i miei balletti per mostrarci al mondo”.
Per garantire un futuro ai circa centomila abitanti dello stato insulare e non trasformarli in rifugiati climatici, è necessaria una netta inversione di tendenza. “Le scuole che ho visitato a Kiribati e le migliaia di bambini che ho incontrato aspirano ad essere qualcosa di grande – si legge nella lettera di Katoatau – come posso mentire e dirgli che i loro sogni sono possibili, quando la nostra nazione sta scomparendo?”. Chiaramente per ridurre le emissioni servono politiche e sforzi da parte di governi e imprese, tuttavia chiunque può ridurre il proprio impatto ambientale (mangiando meno carne, guidando e consumando di meno), contribuendo a salvare Kiribati e l’intero pianeta.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Come accaduto lo scorso anno, anche nel 2026 l’estensione invernale della calotta glaciale artica è nettamente inferiore al periodo 1981-2010.
Il rapporto annuale dell’Organizzazione meteorologica mondiale traccia un quadro inquietante sullo stato del clima della Terra.
Uno studio dell’Istituto Potsdam rivela che nell’ultimo decennio il riscaldamento globale ha subito una netta accelerazione, a +0,35 gradi centigradi.
Il nuovo rapporto dell’intelligence italiana dedica un focus anche ai cambiamenti climatici e agli impatti sulle migrazioni e sulla sicurezza interna.
Il colosso TotalEnergies deve difendersi dall’accusa di non aver tenuto conto delle conseguenze sul clima derivanti dall’uso dei suoi prodotti.
In Europa danni per oltre 800 miliardi di euro in 40 anni. Senza adattamento rischiamo il 7 per cento del Prodotto interno lordo.
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.
Ondate di caldo marino, uragani sempre più potenti e insufficienti attività di protezione stanno decimando i coralli nel Mar dei Caraibi.
Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.

