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Dopo le sue prove il sollevatore di pesi di Kiribati inscena un buffo balletto per focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sui cambiamenti climatici.
Prima lo sforzo sovraumano per sollevare pesi da 105 chilogrammi, poi una serie di movimenti buffi, sgraziati e irresistibilmente divertenti. David Katoatau, trentaduenne pesista del piccolo stato insulare di Kiribati, non è forse un gran sollevatore di pesi, è arrivato sesto nella finale maschile, e tantomeno un abile ballerino, tuttavia il messaggio che ha lanciato al mondo è più importante di una medaglia d’oro.
Dietro il buffo balletto di Katoatau, eseguito dopo ogni sollevamento, si cela infatti un messaggio estremamente serio. L’obiettivo del sollevatore è sensibilizzare l’opinione pubblica sul pericolo rappresentato dai cambiamenti climatici. La Repubblica di Kiribati, situata in Oceania, esemplifica concretamente tale minaccia, l’arcipelago rischia infatti di scomparire per sempre. I 33 atolli che costituiscono la nazione si trovano ad un’altitudine media di due metri sul livello del mare e potrebbero essere inghiottiti dalle acque entro trenta anni, se la temperatura globale continuerà a crescere ai ritmi attuali.
David Katoatau conosce in prima persona questa minaccia, ha visto la propria abitazione, una capanna tradizionale, distrutta da un ciclone e assiste quotidianamente alla forte erosione costiera che, giorno dopo giorno, contribuisce alla scomparsa di Kiribati. “Ho scritto una lettera aperta al mondo lo scorso anno per far sapere che da noi ci sono molte case andate distrutte a causa dell’innalzamento del livello dell’acqua – ha affermato l’atleta. – La maggior parte delle persone non sa dove si trovi Kiribati, voglio che la gente sappia di più su di noi, quindi utilizzo il mio sport e i miei balletti per mostrarci al mondo”.
Per garantire un futuro ai circa centomila abitanti dello stato insulare e non trasformarli in rifugiati climatici, è necessaria una netta inversione di tendenza. “Le scuole che ho visitato a Kiribati e le migliaia di bambini che ho incontrato aspirano ad essere qualcosa di grande – si legge nella lettera di Katoatau – come posso mentire e dirgli che i loro sogni sono possibili, quando la nostra nazione sta scomparendo?”. Chiaramente per ridurre le emissioni servono politiche e sforzi da parte di governi e imprese, tuttavia chiunque può ridurre il proprio impatto ambientale (mangiando meno carne, guidando e consumando di meno), contribuendo a salvare Kiribati e l’intero pianeta.
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