Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
“Questa Giunta non ritiene accettabile la previsione di assimilare i poligoni militari ad aree con destinazione industriale, perché si deve tenere conto delle altre attività produttive del territorio”. Così si è pronunciata stamattina l’assessore regionale all’Ambiente della Sardegna Donatella Spano, intervenendo alla riunione della commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. La giunta regionale della Sardegna capeggiata
“Questa Giunta non ritiene accettabile la previsione di assimilare i poligoni militari ad aree con destinazione industriale, perché si deve tenere conto delle altre attività produttive del territorio”. Così si è pronunciata stamattina l’assessore regionale all’Ambiente della Sardegna Donatella Spano, intervenendo alla riunione della commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
La giunta regionale della Sardegna capeggiata dal presidente Francesco Pigliaru ha così voluto ribadire la posizione della Regione, già espressa in sede di conferenza tecnica lo scorso 16 luglio e condivisa anche dal Friuli Venezia-Giulia.
Le servitù militari nell’Isola ammontano a circa 35mila ettari (il 60% dell’intero Paese, per una percentuale pari all’1,5% della superficie regionale) su un territorio dove però vengono anche svolte, come tutti sanno, attività civile ed economiche, legate alla pastorizia, all’agricoltura, al turismo.
Sono in fase di introduzione anche diverse procedure semplificate per le operazioni di bonifica e messa in sicurezza delle aree militari, estendendo a tutte le aree del demanio militare i limiti dei contaminanti previsti per i suoli delle zone ad uso industriale, per i quali i valori delle soglie limite di riferimento sono decisamente superiori rispetto a quelli delle aree ad uso residenziale, quindi meno cautelativi.
L’assessore Donatella Spano sottolinea che l’approccio non risulta compatibile né con gli obiettivi di bonifica, né con il risanamento del territorio. “L’intransigenza di tale posizione – si legge nella nota ufficiale trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Conferenza Unificata Stato-Regioni – nasce dalla necessità di restituire alla collettività e a uno sviluppo sostenibile grandi aree del territorio regionale e di portare contestualmente alla bonifica, in tempi certi, le aree militari compromesse”.
La Sardegna, quindi, non sottoscriverà alcun protocollo di intesa con il ministero della Difesa su questo punto.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
2.900 progetti ambientali e sociali in Italia e all’estero con enti del terzo settore. Il bando del servizio civile è aperto fino all’8 aprile per le ragazze e i ragazzi tra i 18 e i 28 anni.
Ecosistemi complessi, le marine animal forests forniscono servizi essenziali per la sopravvivenza di molte specie, inclusa la nostra.
Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Nell’ambito della Forestami Academy, alcune classi di Milano avranno accesso a un programma educativo sulla tree canopy cover, in collaborazione con il Gruppo Prada.
Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
Una densa nube avvolge la capitale dell’Iran. L’aria è irrespirabile ed è caduta pioggia acida che potrebbe contaminare le falde acquifere.