La caccia è aperta

Il nuovo “federalismo ecologico” permette alle regioni di prendere delle decisioni importanti come quella di fissare la data in cui i cacciatori possono cominciare a esercitare il loro “sport”.

Così 15 regioni possono decidere di anticipare l’inizio
della caccia di tre settimane, dal 21 al primo settembre. Rispetto
agli altri anni, l’attuale preapertura pesa di più,
perché quest’estate il caldo, la grande siccità e gli
incendi hanno reso difficile la vita agli animali che vivono nei
boschi.
Secondo l’associazione “Gli Animalisti Italiani-PeTa” l’effetto
climatico degli ultimi mesi e gli incendi hanno causato la morte di
circa 7,5 milioni di uccelli, di un milione di pulcini e di oltre
dieci milioni di cervi, daini, caprioli, tartarughe, serpenti,
cinghiali, faine e donnole. Proprio quest’anno sarebbe stato
importante posticipare l’inizio della caccia.
Ci sono comunque cinque regioni che non si sono avvalse della
possibilità di preapertura: Lombardia, Piemonte, Valle
d’Aosta, Liguria e Lazio.

Un altro aspetto problematico si presenta con una legge approvata
il settembre scorso. Questa lascia decidere alle regioni quali
animali inserire nell’elenco delle specie cacciabili, contro
l’elenco precedentemente valido che si trova nella Legge 157.

Alle vittime animali vanno aggiunte ogni anno le vittime umane. La
caccia 2003/2004 è iniziata con un uomo morto i primi di
settembre, in una località vicina a Messina. Nella
precedente stagione di caccia le persone morte a seguito
dell’attività venatoria sono state complessivamente 47!

Rita
Imwinkelried

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