Caccia alle foche. L’ambasciata del Canada risponde

Gentile Signora/Signore, desideriamo con la presente rispondere al Suo messaggio, inviato recentemente alla nostra Ambasciata, contro l’uccisione delle foche in Canada.

Siamo dell’opinione che argomenti di questo genere non possono
essere affrontati basandosi su una informazione inesatta e su
messaggi emozionali, ma devono basarsi su una conoscenza globale e
approfondita della questione.

Spesso leggiamo la parola “civilizzazione” nelle lettere di
protesta. Cosa si intende con questa parola? Dipendere dal
petrolio? Raggiungere il posto di lavoro incolonnati nelle nostre
automobili? Inquinare la stessa aria che respiriamo per vivere?
Mangiare al ristorante? Vivere di cibo prodotto in altri paesi e
trasportato da una nazione all’altra? Bere acqua dalle bottiglie di
plastica? Sopraffare l’ecosistema con deforestazioni, inquinamento,
contaminazione dell’acqua, e così via?

Dobbiamo fare attenzione quando cerchiamo di “definire” la
giusta maniera in cui vivere. Molte persone nel mondo non la
pensano come noi, che pure ci definiamo popoli civilizzati. Ad
esempio le popolazioni del Canada artico del Nord e dell’Est ed i
gruppi aborigeni canadesi hanno un rapporto con la natura molto
diverso dal nostro, pur con un totale rispetto dell’ecosistema.
Profondamente motivati ad utilizzare tutte le risorse possibili
offerte dal territorio dove vivono, essi sono convinti che il
Creatore ci abbia donato gli animali anche per la nostra
sopravvivenza. Per loro la caccia non rappresenta niente di “poco
civile” ma piuttosto un metodo di sostentamento assolutamente
naturale, giusto e necessario, sia per il cibo in sé che per
il guadagno derivato dai prodotti della stessa caccia. Noi, con la
nostra presunzione di civiltà e civilizzazione, con il
nostro mondo industrializzato, dimostriamo soltanto un punto di
vista, il “nostro”. E diamo prova di intolleranza quando proponiamo
i “nostri” valori come pij importanti di quelli di “altri”. Noi
misuriamo il termine “civilizzazione” solo in base ai nostri
standard, in questo caso quelli europei.

Dobbiamo invece constatare che la diffusione delle campagne
anticaccia ha avuto effetti devastanti sulle comunità
aborigene e non del Canada del nord e dell’est.

A differenza di tanti altri paesi cosiddetti evoluti, il Canada
possiede una delle coscienze ambientali più forti e
sviluppate, fortemente e attivamente condivise dalla sua
popolazione.

La protezione e la salvaguardia dell’ambiente sono una
priorità del Governo, che si attiva in molteplici maniere
per preservare i suoi immensi territori, le numerose risorse
naturali e l’abbondante flora e fauna. Per quello che riguarda le
foche, il Canada ha dedicato profondi ed accurati studi per
tutelare la salute e l’abbondanza della specie. Ogni cinque anni
viene effettuata una stima accurata e completa della popolazione di
foche e un monitoraggio viene compiuto annualmente. Le
comunità di foche vengono fotografate, sorvolando
sistematicamente le immense zone in cui vivono, per avere un quadro
esatto del loro numero e dell’età degli esemplari. Studi
internazionali indipendenti confermano che la popolazione delle
foche è grandemente cresciuta negli ultimi decenni.

Vogliamo anche commentare brevemente le usuali proteste sui
metodi di caccia, provocate purtroppo principalmente dall’impatto
emotivo dei servizi fotografici e cinematografici.

Se gli stessi reportage fossero girati in uno dei macelli in
Italia dove vengono uccisi giornalmente centinaia di cavalli,
mucche e anche animali giovanissimi come maialino e agnello,
proveremmo senza dubbio le stesse emozioni negative. Dobbiamo
affrontare la realtà che la morte di qualsiasi animale
riveste la stessa drammaticità e che i cicli di violenza che
appartengono all’ecosistema del nostro pianeta, benché
necessari e naturali, suscitano ovviamente emozioni forti e
contrastanti. Prima di affermare che non è “civile” uccidere
le foche con un arpione, bisognerebbe studiare a fondo la questione
e sapere che questo metodo P istantaneo, e che i metodi usati per
uccidere le foche sono del tutto comparabili con quelli usati per
tutti gli altri tipi di animali, sia in Europa che in Canada.

Il Governo canadese rispetta il diritto di ciascuno di noi di
sostenere le proprie opinioni ma sente anche il dovere di mettere
in evidenza come alcune organizzazioni ambientalistiche usino
filmati di cacciatori di frodo e di cuccioli di foca dando
un’immagine totalmente distorta di quello che realmente accade sui
ghiacci del Canada.

Concludendo, dobbiamo tenere presente che a culture diverse
corrispondono realtB diverse. Noi impiegati dell’Ambasciata e
probabilmente anche Lei abbiamo la fortuna di vivere e lavorare in
circostanze molto più facili dei cacciatori delle zone
costiere del Canada e degli altri paesi dove viene praticata la
caccia. Dobbiamo rispettare le diversità delle varie
pratiche tradizionali e culturali del mondo. La caccia alle foche
in Canada rappresenta semplicemente l’uso sostenibile di una
risorsa disponibile e rinnovabile ed una delle pochissime
opportunitB economiche per quelle regioni remote e rurali.

InvitandoLa a leggere la pubblicazione allegata e a visitare il
sito internet del Dipartimento della Pesca e degli Oceani, La
ringraziamo per il Suo interessamento e per averci dato la
possibilitB di contestare alcune informazioni che incorrettamente
sono state diffuse negli ultimi tempi. Luca1

L’Ambasciata del Canada

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