La scienza in naturopatia

La filosofia vitalista ha dato vita ad una scienza ben definita: “l’umorismo” opposto al “solidismo” del materialista, come scienza degli umori.

La scienza applicata in naturopatia.

Gli umori sono costituiti dal sangue, dalla linfa e dai diversi
liquidi intra ed extra-cellulari che rappresentano circa l’80-90
per cento del corpo umano, il restante 10-20 per cento si bagna in
questi umori, attingendovi nutrimento e scaricandovi le proprie
tossine. Da ciò si capisce l’importanza della situazione
nella quale si trovano questi umori, essendo nel terreno organico
l’origine di tutte le malattie, o meglio di tutte le forme che
riveste la malattia, allorché esso sia intossicato : “la
malattia è una e la sua causa è la presenza
nell’organismo di sostanze estranee alla massa vitale utile”
(Khune). L’umorismo è una scienza anzitutto sintetica e
respinge automaticamente ogni analisi approfondita e dettagliata
che rischierebbe di mascherare i fenomeni importanti (diagnostica
dell’allopatico).

Aristotele ha dichiarato : “non esiste scienza del particolare, non
esiste scienza che del generale”; e Platone: “bisogna cercare di
guarire l’organo attaccandosi a tutto l’individuo”. La sua tecnica:
questa è il naturismo, vale a dire l’utilizzazione di metodi
naturali o simili alla natura, per accendere, dirigere e/o
controllare l’auto-guarigione aiutando la forza vitale, più
o meno scarsa a causa dell’intossicamento umorale. Per questo la
naturopatia dispone di dieci agenti naturali (o tecniche): gli
alimenti (bromatologia), le piante (fitologia), i bagni
(idrologia), gli esercizi (kinesologia), le mani (chirologia), i
gas (pneumologia), i riflessi (riflessologia), i raggi
(attivologia), i fluidi (magnetologia).
Queste tecniche sono applicate nel contesto di ognuna delle tre
cure naturopatiche in funzione di ogni caso:

  • la cura di disintossicazione,
  • la cura di rivitalizzazione,
  • la cura di stabilizzazione.

Avete ora una buona idea di ciò che è la naturopatia,
rimane da approfondirla, ma bisogna soprattutto praticarla, in
quanto il rispetto delle leggi biologiche è il garante
più sicuro della salute, sia fisica che psichica.

I liquidi o umori dell’organismo: questo è ciò che
spesso viene anche definito terreno o ambiente. Gli umori sono
costituiti dal sangue, dalla linfa e dai diversi liquidi intra ed
extra-cellulari che rappresentano circa l’80-90 per cento del corpo
umano, il restante 10-20 per cento si bagna in questi umori,
attingendovi nutrimento e scaricandovi le proprie tossine. In una
situazione di normalità, le operazioni di assimilazione e di
eliminazione che si svolgono a livello cellulare, permettendo il
mantenimento della vita, sviluppano tossine in quantità e
qualità previste per essere eliminate facilmente.

Questi scambi avvengono grazie ai liquidi bagnanti le cellule, alla
loro composizione, alla loro mobilità, etc. Essi sono
adattati alla necessità di portare nutrimento alle cellule e
a quella di prendersi a carico i loro rifiuti. Poi la linfa e da
ultimo il sangue, veicolano le tossine fino ai quattro grandi
emuntori che sono: la pelle, i reni, il fegato con la sua vescicola
biliare e l’intestino ed infine i polmoni.

Il sangue si carica anche delle sostanze nutritive (fra cui
l’ossigeno) e le raccoglie per permettere agli organi rispettivi di
trasformarle, stoccarle e portarle ad ogni cellula, con
l’intermediazione dei sieri extra-cellulari. La malattia dipende
dal sovraccarico di questi umori in residui e tossine. Questo
sovraccarico (o tossiemia) proviene esso stesso da metabolismi
viziati nell’assimilazione/eliminazione cellulare e dalle scorie
dell’apparato digerente (intestino). Se questo disturbo appare
quando l’organismo umano non funziona nelle sue condizioni
naturali, è perchè quest’ultimo manca di nutrimento
(solido, liquido e gassoso), in qualità e quantità
previste per le sue caratteristiche anatomiche (specifiche della
specie) e circostanziali (in funzione del suo stato e delle
condizioni esterne). Quali sono questi residui e queste scorie?
Essi sono di due categorie: le colle ed i cristalli.

Jacques Paltz

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