La via dei profumi e dei colori

Dall’inizio della civilt

Il pepe è sicuramente il pimento più utilizzato in
Europa, ed è conosciuto nel mondo occidentale sin dal
Medioevo. La sua patria è l’Asia, e da lì arriva a
Venezia con l’importazione di merce bizantina. Roma nel 400 d.C. lo
utilizzava per le ricette del tempo, e i mercati della capitale
abbondavano di questo esotico ingrediente. La coltivazione
primeggia fruttuosa in India, Indonesia, Malesia, Madagascar e
Brasile.

Nelle foreste tropicali d’oriente abbonda il cardamomo. Dai
giardini odorosi di Babilonia, il cardamomo giunge in Grecia e poi
anch’esso a Roma, dove vi si realizzavano profumi per il corpo e
per l’ambiente. Ne “Le mille e una notte”, il cardamomo veniva
indicato come ingrediente afrodisiaco, dal potere inconfutabile.
Oggi lo si utilizza per preparare il garam masala, miscela di
spezie orientali, e per il caffè arabo dall’aroma
deciso.

Il coriandolo è stato definito il prezzemolo cinese,
perché appartiene alla famiglia della nota erbetta
aromatica. Gli orientali lo sparpagliano un po’ dappertutto, e non
possono fare a meno del suo sapore intenso e piacevole. Alla stessa
famiglia appartengono il cumino, l’aneto e il finocchio. Per gli
antichi egizi il coriandolo era una pianta medicinale: se ne
trovano tracce in tombe e sarcofagi. Anche gli scrittori antichi
Apicio e Plinio ne sottolineano le proprietà terapeutiche,
specie contro il mal di testa.

Il cumino viene dall’Africa del nord, e lo si trova menzionato
già nel Vecchio Testamento. Appartenente alla famiglia delle
Ombrellifere, è uno degli ingredienti principe del kebab e
delle brochette.

Il “viaggio” non può dirsi concluso senza citare la paprika.
La pianta tropicale, entrata in Ungheria con i Turchi, fa la
ricchezza del gulash, piatto tipico ungherese. Oggi è
diffusissima in tutta l’Europa orientale.

Francesca Colosi

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