I lavori di gennaio in giardino

La natura, nonostante l’apparente riposo dovuto al sopraggiungere del grande freddo, vive una stagione attiva. Ecco i lavori di gennaio in giardino.

La lunazione del sonno

L’aria gelida e frizzante di gennaio sembra mummificare tutto il mondo naturale ricoprendo con una sottile e trasparente patina di ghiaccio i fili d’erba, le foglie secche e i rami degli alberi. La lunazione di gennaio, in genere l’undicesima dell’anno, proprio per l’atmosfera di apparente immobilità che avvolge la natura viene chiamata la “lunazione del sonno”. Si tratta in realtà di un sonno solo apparente, poiché anche in questa stagione il mondo naturale è silenziosamente pervaso da febbrile attività, forse meno vistosa rispetto ad altri periodi dell’anno, ma altrettanto sorprendente e viva.

I lavori di gennaio in giardino

Semina (luna crescente)
Seminare all’aperto: calendula, zinnia, viola, violaciocca e pisello odoroso. In serra o sotto tunnel si possono seminare gran parte delle annuali da fiore tra cui begonia, cineraria, garofano e petunia.

Trapianti (luna crescente)
Se le condizioni climatiche lo permettono e il terreno non è gelato o inzuppato d’acqua completare i trapianti degli arbusti e delle piante ad alto fusto e trasferire in vaso o in terra al coperto le piantine prodotte in semenzaio. Tra gennaio e febbraio si possono mettere a dimora le nuove piante di camelia, skimmia, rododendro e azalea.
Bulbose: controllare i bulbi e i tuberi messi nel locale di conservazione in novembre ed eventualmente eliminare quelli attaccati da muffe e marciumi. Ogni quindici-venti giorni effettuare trattamenti con ossicloruro di rame. E’ ancora possibile effettuare la forzatura di giacinti, narcisi e tulipani portando i
tuberi invasati in autunno in locali caldi e privi di luce. Si possono invece piantare i bulbi di gladioli, fritillaria e tigridia.

Talee (luna crescente)
Mettere a radicare in torba, sabbia e terra d’erica o sabbia silicea pura le talee di pelargoni (gerani), crisantemi, garofani, salvia, verbena, lavanda, rosmarino, eliotropo, phylca ericoides, margherite, ecc.

Potature e lavorazione del terreno (con Luna calante)

Potature
Potare le rose non appena le gemme appaiono gonfie, eliminando i rami morti, quelli danneggiati da parassiti o da cause abiotiche, quelli troppo sottili e i rami più interni che sottraggono luce e aria alla chioma. Potare le siepi sempreverdi (bosso, lauroceraso, ligustro, tasso) prima dell’emissione dei
germogli.

Lavorazione del terreno
Se le condizioni climatiche e il terreno lo permettono, vangare le aiuole in vista dell’ormai prossima stagione delle semine. E’ bene preparare il terreno per tempo, sia che si tratti di un’aiuola, sia che si tratti di grandi cassoni o di fioriere utilizzate per la semina in terrazzo. Per le aiuole sarà sufficiente una
vigorosa vangatura, utile per facilitare la strutturazione del terreno ed eliminare le larve di eventuali parassiti. Per i vasi si tratta di rinnovare il terriccio, mescolandone al vecchio del nuovo. E’ bene vuotare completamente i vasi del vecchio terriccio in maniera tale da effettuare anche un efficace arieggiamento,
utile anche per eliminare vecchie radici compattate che possono poi ostacolare lo sviluppo di nuove piantine. Se avete intenzione di riutilizzare vecchi vasi è bene effettuare un’accurata pulizia delle pareti interne con acqua calda e sapone, allo scopo di evitare la trasmissione di eventuali malattie e parassiti da una pianta all’altra. Sia alle aiuole che al terriccio può essere utile aggiungere una adeguata quantità di compost, di stallatico o di concime organico per preparare un adeguato substrato nutritivo per le nuove piante.

 

A cura di Mimmo Tringale

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