È stato un processo naturale

Lo studio del produttore Paul Dugrè nel bel mezzo della San Fernando Valley, a nord di Los Angeles non è molto spazioso, anzi. Ma, da sempre, quei pochi metri quadri hanno ospitato musicisti di fama mondiale.

 

Burbank, California – Gennaio del 2002. Anche oggi si incontrano qui il più grande chitarrista acustico vivente (Leo Kottke) e Mike Gordon, il bassista della jam band più creativa del mondo: i Phish. Obiettivo? Lavorare insieme a un nuovo album a quattro mani. Cosa per altro alquanto insolita per il grande chitarrista acustico che in 30 anni di carriera (25 album all’attivo), non ha mai voluto sentir parlare di collaborazioni.

 

Il tutto è nato qualche anno prima quando Mike Gordon viene a sapere che Leo Kottle sarebbe venuto a suonare vicino a casa sua. Si era precipitato per cercare di avvicinarlo e parlargli dopo lo show. Alla proposta del bassista di fare qualcosa insieme, Leo non aveva risposto immediatamente si, salvo richiamarlo sei mesi dopo e accettare la sfida: avrebbero realizzato un disco insieme. Così in tre diverse session registrate nel piccolo studio i due danno vita a un vero e proprio esperimento di musica nuova (ma con radici antiche) piena di complicità tecniche e artistiche in grado di trasmettere delicate emozioni ma soprattutto tanto divertimento.

 

“È stato un processo naturale”, dichiara Gordon, “ammiro Leo Kottke da sempre: è il mio idolo. Ho studiato la sua tecnica, il suo stile, le sue canzoni: mi sono divertito ad accompagnare i suoi dischi con il mio basso acustico”.

 

“Mi sono stupito”, ci tiene a precisare Kottke, “perché siamo anche riusciti a scrivere diversi pezzi insieme oppure a reinventare vecchi classici …”

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