Cos’è il “cost per wear” e perché fare questo conto aiuta l’ambiente
Siamo sicuri che pagare poco un indumento che non indosseremo spesso sia conveniente? Per scoprirlo, basta calcolare il cost per wear.
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Perché vincolarsi alla vita frenetica in città, ora che è possibile lavorare ovunque? Da questa domanda nasce il fenomeno di digital nomad e south working.
Valutare l’impatto ambientale dei capi che compriamo non è sempre immediato: ecco qualche dritta in merito al denim, uno dei tessuti meno sostenibili.
La sostenibilità è un punto chiave dell’attività di Silvia Stella Osella, giovane textile designer e nuova protagonista delle nostre Storie in movimento.
Con la tecnologia di Fili Pari la polvere di marmo, sottoprodotto delle cave, diventa un microfilm che conferisce stile e performance tecniche ai tessuti.
Due giorni di laboratori, talk e presentazioni per parlare di clima che cambia e soluzioni possibili: sono i Ri-days.
Upcycling e recycling: conoscere i termini e i processi legati alla moda sostenibile è il primo passo per fare acquisti consapevoli.
Gaia my friend è un’app che dà consigli su come abbinare al meglio i propri vestiti, ponderando gli acquisti e orientandosi verso opzioni sostenibili.
Lo show di Giorgio Armani alla Milano fashion week si è svolto senza musica: “Non vogliamo festeggiare” mentre in Ucraina si combatte, ha detto lo stilista.
È veramente possibile valutare l’esatto impatto ambientale di una manifestazione come la Settimana della moda? E cosa si può fare per ridurlo?