L’Unesco rilancia il patrimonio a colpi di hashtag e libri

A fine aprile saranno annunciati i vincitori della competizione fotografica attivata dall’Unesco su Instagram e l’hashtag di riferimento #ourworldheritage è ormai diventato un trend.

In tempi di hashtag e social network perfino la valorizzazione del patrimonio paesaggistico, architettonico e culturale deve affinare le proprie strategie comunicative ed esplorare linguaggi alternativi, sforzandosi di abbinare ai benefici consolidati dei supporti cartacei tradizionali quelli derivanti da forme meno convenzionali di coinvolgimento mediatico.

L’Unesco ha perseguito con esemplare meticolosità questa doppia strategia affiancando la pubblicazione del ponderoso volume World Heritage in Europe Today, apparso lo scorso 18 febbraio, con una competizione fotografica lanciata via Instagram, i cui utenti sono stati esortati a postare, avvalendosi dell’hashtag #ourworldheritage , immagini recenti che immortalassero un loro ricordo personale ambientato in uno degli oltre mille siti attualmente censiti nella lista del cosiddetto patrimonio mondiale o World Heritage List, con l’aggiunta di una didascalia di 50/100 parole che descrivesse brevemente (in inglese o in francese) quell’esperienza.

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Il successo dell’iniziativa appare confermato, oltre che dalla proroga del termine di consegna, originariamente fissato al 29 febbraio e poi dilatato fino al 7 marzo, soprattutto dal persistente utilizzo dell’hashtag #ourworldheritage che tuttora gli Instagramers di mezzo mondo continuano ad inserire nei loro post sulle bellezze planetarie.

I vincitori, che saranno annunciati a fine aprile, riceveranno in premio –ed è qui che si chiude il circolo della campagna mediatica– una copia, racchiusa in una borsa-regalo, della pubblicazione di cui sopra, ovvero della versione cartacea del libro fotografico (del valore di circa 80 euro) World Heritage in Europe Today (gratuitamente scaricabile in pdf all’apposito link).

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Il volume, oltre ad evocare con immagini di pregio alcuni dei più suggestivi siti europei di interesse mondiale, illustra in dettaglio i poco noti meccanismi di funzionamento dei vari protocolli di manutenzione e tutela che l’Unesco applica, con rilevante dispendio di energia e denaro nonché con la fattiva collaborazione delle autorità locali, in presenza del cosiddetto “outstanding universal value”.

Il concomitante ricorso ad Instagram e al relativo concorso contribuisce anch’esso, attraverso un sistema non dissimile da quello già collaudato a livello regionale e nazionale dall’attività degli Igers, a favorire una più diffusa sensibilità ai temi connessi alla tutela del patrimonio e alla sua centralità nel nostro vissuto individuale e personale.

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Sbirciando i post dei partecipanti si gironzola virtualmente da un angolo all’altro del pianeta, imbattendosi nella scalatrice che descrive la sua ascesa al Machu Picchu ritraendosi trionfalmente in cima alla vetta o nel visitatore di un parco naturale della Thailandia che tratteggia la sintesi della sua giornata fotografando la pietanza locale che si accinge a degustare.

Ma è particolarmente significativo che molti Instagramers abbiano avvertito l’esigenza di integrare il proprio “racconto” affidandosi alla citazione virgolettata di qualche celebre scrittore, a riprova di come perfino in un’epoca di photocontest e di social network la vera letteratura resti sempre il più efficace e potente “decoder” delle nostre emozioni più profonde e della memoria dei luoghi indimenticabili.

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